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Alcool: consumi smodati nei weekend tra i giovani, quotidiani tra i più anziani

Da: La regione, 25.4.08, pag 7

<>< mce_serialized="13652k48i">Alcol, c'è chi si brucia e chi si spegne
Nuovo studio: consumi smodati nei weekend tra i giovani, quotidiani tra i più anziani. Critiche alla prevenzione


Berna - Le attitudini nel consumo di alcol si differenziano a seconda dell'età, del momento e del tipo di bevanda. In particolare, con il passare degli anni si beve più regolarmente, anche quotidia­namente, mentre fra i più giovani si consuma alcol spesso solo nel fine setti­mana, ma in quantità smodate. È quan­to risulta da uno studio pubblicato ieri dall'Unione svizzera degli spiritosi di marca (Svm/Gsm), che critica le misu­re generali di prevenzione proposte dal­l'Ufficio federale della sanità pubblica. Secondo l'associazione che raggrup­pa diversi produttori e importatori, la fascia di età compresa fra i 18 e i 24 anni consuma l'11% delle bevande alcoliche. Lo fa soprattutto durante il fine setti­mana, essenzialmente fuori casa e con un atteggiamento più improntato all'a­spetto festaiolo. Sono preferiti prodotti "facili" da bere o che procurano rapida­mente effetti euforici.
In base ai dati raccolti dall'istituto erasm, gli eccessi alcolici riguardano, regolarmente o occasionalmente, circa un quarto della popolazione di meno di 25 anni, ossa il 3,6% della popolazione totale. Una quota che, senza voler mini­mizzare il fenomeno, secondo la Svm è modesta. Il consumo giornaliero è inve­ce piuttosto appannaggio dei più anzia­ni, e concerne soprattutto vino e birra, a scapito di altre bevande. Fra i tre gruppi che presentano la più forte ten­denza a bere quotidianamente alcolici, due sono contraddistinti da un'età me­dia di 44-45 anni e da un consumo essen­zialmente casalingo. Solo il terzo è com­posto di gente più giovane (in media 32 anni) e che beve fuori casa. Secondo la Svm/Gsm, i vari modi di bere (in fun­zione dell'età, del momento e del tipo di bevanda) testimoniano dell'aspetto in­dividuale della questione e che «le mi­sure di portata generale non hanno al­cuna chance di raggiungere un qual­siasi obiettivo di prevenzione » . È il caso - stando all'associazione - del Pro­gramma nazionale alcol proposto dal­l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) e in particolare del divieto di ven­dita di alcolici fra le 21 di sera e le 7 del mattino. Il solo effetto, si legge in un co­municato, « è di criminalizzare le be­vande alcoliche nonché la grande maggioranza dei consumatori, com­presi i giovani adulti» .
L'uso eccessivo di alcolici da parte da parte di alcuni giovani è una realtà, ma - aggiunge la Svm/Gsm - si tratta di trovare i rimedi adatti. Ad esempio non è ancora studiato a sufficienza il contesto sociale, e in particolare fami­liare, che conduce ad un comportamen­to errato con l'alcol. Il settore dei pro­duttori e importatori ritiene che « la vera prevenzione debba cominciare, da subito, con una migliore applica­zione delle leggi esistenti, in particola­re per quanto riguarda la vendita » . Secondo la Svm/Gsm, lo studio mo­stra pure che il concetto di superalcoli­co non esiste né nella percezione della popolazione, né negli schemi comporta­mentali.
Inoltre il "rischio" per la salute non è maggiore che per il vino e la birra. Il quadro legale dovrebbe riflettere tale fatto, conclude l'associazione. ATS




KEYSTONE
Attitudini diverse di fronte all'alcol

 

Da: Corriere del Ticino, 25.4.08, pag 7

<>Da giovani stravolti da vecchi, bevitori


Col passare degli anni si beve regolarmente e quotidia­namente, mentre fra i più giovani si consuma alcool spesso solo nel fine settimana, ma in quantità smodate

 Le attitudini nel comsumo di alcool si differenziano a seconda dell'età, del momento e del tipo di bevanda. In particolare con il passare degli anni si beve più re­golarmente, anche quotidiana­mente, mentre fra i più giovani si consuma alcool spesso solo nel fine settimana, ma in quantità smodate. È quanto risulta da uno studio pubblicato ieri dall' Unio­ne svizzera dei distillati di marca (SVM/GSM), che critica le misu­re generali di prevenzione pro­poste dall' Ufficio federale della sanità pubblica.
La fascia di età compresa fra i 18 e i 24 anni consuma l'11% delle bevande alcoliche. Lo fa soprat­tutto durante il fine settimana, essenzialmente fuori casa e con un atteggiamento più impronta­to all'aspetto festaiolo. Sono pre­feriti prodotti «facili» da bere o che procurano rapidamente ef­fetti euforici.
Gli eccessi alcoolici riguardano, regolarmente o occasionalmente, circa un quarto della popolazio­ne di meno di 25 anni. Il consu­mo giornaliero è invece piuttosto a pannaggio dei più anziani, e concerne soprattutto vino e bir­ra a scapito di altre bevande.
Fra i tre gruppi che presentano la più forte tendenza a bere quoti­dianamente alcoolici, due sono contraddistinti da un'età media di 44-45 anni e da un consumo essenzialmente casalingo. Solo il terzo è composto di gente più gio­vane (in media 32 anni)e che be­ve fuori casa.
Secondo la SVM/GSM, i vari mo­di di bere - in funzione dell'età, del momento e del tipo di bevanda - mostrano abbastanza chiaramen­te l­'aspetto individuale della que­stione e che «le misure di portata generale non hanno alcuna chan­ce di raggiungere un qualsiasi obiettivo di prevenzione».
È il caso del Programma Nazio­nale Alcool proposto dall' Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e in particolare del divie­to di vendita di alcolici fra le 21 di sera e le 7 del mattino, il cui solo effetto per l'associazione «è di cri­minalizzare le bevande alcoliche nonché la grande maggioranza dei consumatori, compresi i gio­vani adulti».
L'uso eccessivo di alcoolici da par­te da parte di alcuni giovani è una realtà; per l' SVM/GSM si tratta di trovare i rimedi adatti. Ad esempio è non ancora studiato a sufficien­za il contesto sociale, in particola­re famigliare, che conduce ad un comportamento errato con l'alco­ol. Il settore dei produttori e impor­tatori ritiene che «la vera preven­zione debba cominciare, da subi­to, con una migliore applicazione delle leggi esistenti, in particolare per quanto riguarda la vendita».
Secondo la SVM/GSM, lo studio mostra pure che il concetto di su­peralcolico non esiste né nella percezione della popolazione, né negli schemi comportamentali. Il quadro legale dovrebbe riflet­tere tale fatto.




IL DATO La fascia di età compresa fra i 18 e i 24 anni consuma l'11% delle bevande alcoliche. Lo fa soprattutto durante il fine settimana, essenzialmen­te fuori casa e con un atteggiamento «festaiolo».

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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