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Al lavoro da tre mesi Alex Rodriguez, il nuovo operatore sociale

Da: CdT 12.09.08 pag 25

Un angelo per le vie della città
 Al lavoro da tre mesi Alex Rodriguez, il nuovo operatore sociale


 Il Servizio, che da anni era insistentemente richiesto da più parti, è rapidamente entrato in funzione a pieno re­gime, a dimostrazione di quanto fosse necessario. La ca­podicastero: «Prevenire oggi è investire per il domani»

  A lui - pragmatico, concreto e per nulla amante della ribalta - il paragone certo non piacerà. Ma nel sentirlo raccontare dei suoi primi tre mesi sulle strade della città, vien naturale pensare ad una sorta di angelo, sempre pronto a materia­lizzarsi in aiuto di chi ha bisogno:dal ragazzino che esprime in modo violento la propria ribel­lione al tossicodipen­dente rimasto improv­visamente senza casa, dalla madre in pensiero per il futuro del proprio figlio all'anziana vittima di una caduta nel pieno centro cittadino. Non però il protagonista di un telefilm buonista, ma la risposta concreta ad un'esigen­za che nel Locarnese si sentiva ( ed è stata rivendicata)da anni. Di la­voro, Alex Rodriguez, il nuovo operatore sociale del Comune di Locarno, ne ha già fatto parecchio. Ma molto ne resta ancora da fare. A confermarlo è lui stesso, accan­to a Tamara Magrini, municipale responsabile del Dicastero istituti e servizi sociali e socioeducativi, giovani e integrazione.
  Evidentemente molto soddisfatta quest'ultima, che sottolinea subi­to quanto fosse attesa l'entrata in servizio dell'operatore. «Da anni- dice Magrini al Cd T - se ne sentiva l'esigenza, ma, si sa, i tempi politi­ci non sempre sanno stare al pas­so con le esigenze della realtà so­ciale ». Tant'è. Da inizio giugno Ro­d­riguez ha iniziato a lavorare a pie­no regime, andando ad operare ovunque si trovino situazioni di precarietà. «Il suo - prosegue la municipale - è un lavoro fonda­mentale di prevenzione primaria e secondaria, un investimento per il futuro che si affianca a quanto già messo in cantiere nel settore. Dal Centro giovanile al Gruppo opera­tivo sul disagio giovanile, per arri­v­are alla Commissione intercomu­nale giovani, della quale fanno ora parte i capi dicastero di undici Co­muni ». Enti con i quali l'operatore sociale ha già avviato una collabo­razione, così come con altre nume­ro­se istituzioni presenti sul territo­rio: dall' Ufficio delle famiglie e dei minorenni alla Magistratura dei minorenni, dalla Commissione tu­to­ria al Servizio di sostegno peda­gogico, dai vari ordini di scuola al­l­' Antenna Icaro, dai sindacati alle società sportive, da Pro Infirmisa Pro Senectute. Una lunga lista di partner ai quali non si intende «ru­bare il lavoro», quanto piuttosto svolgere un ruolo di «collante». «Perché - chiarisce lo stesso Rodri­guez - quando qualcuno fa capo ad uno di questi servizi, spesso ha contatto anche con gli altri. Diffi­cile, però, che i vari operatori pos­sano avere una visione globale del disagio. Edè qui che entro in campo io». Non per nulla diver­se delle prime persone alle quali l'operatore ha teso la mano (la cui fa­scia d'età va da 13 ai 63 anni)sono state segna­late da istituzioni come la Commissione tutoria, l' Ufficio per le prestazio­ni sociali, quello per l'as­sicurazione invalidità, dell' AVS o, ancora, la Polizia comu­nale.
  Ma, al di là della rete di contatti isti­tuzionali, gran parte del lavoro siè ovviamente svolto sul territorio, andando ad incontrare (per stra­da e non solo) tutta quella fascia di persone ritenuta «sensibile». Ro­driguez ha insomma cominciato a tessere una serie di relazioni diret­te con giovani, adulti e anziani che, in un modo o nell'altro, manifesta­no disagio. «La prima fase è stata quella della conoscenza - aggiun­ge - della dimostrazione di dispo­nibilità, offrendo uno spazio di ascolto neutro, nel quale nessuno viene giudicato. Se poi la persona chiede un sostegno concreto, la si aiuta nel momento di difficoltà (spesso facendo capo ad altri ser­vizi presenti sul territorio), spin­gendola però nel contempo a re­sponsabilizzarsi. L'idea è quella di dare una mano, non di caricarci tutti i casi sulle spalle. Solo così si può svolgere un vero lavoro di pre­venzione, assolvendo al mandato assegnato dalla Città».
  La parola d'ordine è elasticità. Pro­prio per diventare un punto di ri­ferimento al quale dare fiducia, il lavoro di Alex Rodriguez - che ha alle spalle una decennale esperien­za come educatore in vari ambiti - si svolge in alternanza durante il giorno, di notte o nei fine settima­na. Frequentando anche i locali pubblici, con i cui gerenti ha pure preso contatto. Pian piano, insom­ma, il nuovo operatore sociale si sta rendendo conto di attese ed esi­genze, preparandosi a sviluppare ulteriormente la propria attività.
  «Al momento attuale - aggiunge Tamara Magrini - mi sembrano due i punti che andranno appro­fonditi a breve termine. Da una parte la collaborazione con gli al­tri Comuni, perché il disagio so­ciale non conosce confini giuri­sdizionali. Dall'altra affrontare la realtà sommersa degli anziani so­­li, una problematica spesso "mes­sa in ombra" da quella del disagio giovanile».
  Molto lavoro, insomma, attende Alex Rodriguez sulle strade di Lo­carno. «Città - conclude - la cui re­altà, nonostante l'allarme suscita­to dai fatti di cronaca, non è né mi­gliore né peggiore di quella degli altri centri del Cantone». Parola di chi tale realtà la tocca con mano quotidianamente.
 Barbara Gianetti Lorenzetti







ALL' OPERA Alex Rodriguez, una nuova presenza discreta ma co­stante sul territorio cittadino. (foto Nicola Demaldi)
 SODDISFATTA

 Tamara Magrini.
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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