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Il Servizio, che da anni era insistentemente richiesto da più
parti, è rapidamente entrato in funzione a pieno regime, a
dimostrazione di quanto fosse necessario. La capodicastero: «Prevenire
oggi è investire per il domani»
A lui - pragmatico, concreto e per nulla amante della ribalta - il
paragone certo non piacerà. Ma nel sentirlo raccontare dei suoi primi
tre mesi sulle strade della città, vien naturale pensare ad una sorta
di angelo, sempre pronto a materializzarsi in aiuto di chi ha
bisogno:dal ragazzino che esprime in modo violento la propria
ribellione al tossicodipendente rimasto improvvisamente senza casa,
dalla madre in pensiero per il futuro del proprio figlio all'anziana
vittima di una caduta nel pieno centro cittadino. Non però il
protagonista di un telefilm buonista, ma la risposta concreta ad
un'esigenza che nel Locarnese si sentiva ( ed è stata rivendicata)da
anni. Di lavoro,
Alex Rodriguez,
il nuovo operatore sociale del Comune di Locarno, ne ha già fatto
parecchio. Ma molto ne resta ancora da fare. A confermarlo è lui
stesso, accanto a Tamara Magrini, municipale responsabile del
Dicastero istituti e servizi sociali e socioeducativi, giovani e
integrazione.
Evidentemente molto soddisfatta quest'ultima, che sottolinea subito
quanto fosse attesa l'entrata in servizio dell'operatore. «Da anni-
dice Magrini al Cd T - se ne sentiva l'esigenza, ma, si sa, i tempi
politici non sempre sanno stare al passo con le esigenze della realtà
sociale ». Tant'è. Da inizio giugno Rodriguez ha iniziato a lavorare
a pieno regime, andando ad operare ovunque si trovino situazioni di
precarietà. «Il suo - prosegue la municipale - è un lavoro
fondamentale di prevenzione primaria e secondaria, un investimento per
il futuro che si affianca a quanto già messo in cantiere nel settore.
Dal Centro giovanile al Gruppo operativo sul disagio giovanile, per
arrivare alla Commissione intercomunale giovani, della quale fanno
ora parte i capi dicastero di undici Comuni ». Enti con i quali
l'operatore sociale ha già avviato una collaborazione, così come con
altre numerose istituzioni presenti sul territorio: dall' Ufficio
delle famiglie e dei minorenni alla Magistratura dei minorenni, dalla
Commissione tutoria al Servizio di sostegno pedagogico, dai vari
ordini di scuola all' Antenna Icaro, dai sindacati alle società
sportive, da Pro Infirmisa Pro Senectute. Una lunga lista di partner ai
quali non si intende «rubare
il lavoro», quanto piuttosto svolgere un ruolo di «collante». «Perché -
chiarisce lo stesso Rodriguez - quando qualcuno fa capo ad uno di
questi servizi, spesso ha contatto anche con gli altri. Difficile,
però, che i vari operatori possano avere una visione globale del
disagio. Edè qui che entro in campo io». Non per nulla diverse delle
prime persone alle quali l'operatore ha teso la mano (la cui fascia
d'età va da 13 ai 63 anni)sono state segnalate da istituzioni come la
Commissione tutoria, l' Ufficio per le prestazioni sociali, quello per
l'assicurazione invalidità, dell' AVS o, ancora, la Polizia comunale.
Ma, al di là della rete di contatti istituzionali, gran parte del
lavoro siè ovviamente svolto sul territorio, andando ad incontrare (per
strada e non solo) tutta quella fascia di
persone ritenuta «sensibile». Rodriguez ha insomma cominciato a
tessere una serie di relazioni dirette con giovani, adulti e anziani
che, in un modo o nell'altro, manifestano disagio. «La prima fase è
stata quella della conoscenza - aggiunge - della dimostrazione di
disponibilità, offrendo uno spazio di ascolto neutro, nel quale
nessuno viene giudicato. Se poi la persona chiede un sostegno concreto,
la si
aiuta nel momento di difficoltà (spesso facendo capo ad altri servizi
presenti sul territorio), spingendola però nel contempo a
responsabilizzarsi. L'idea è quella di dare una mano, non di caricarci
tutti i casi sulle spalle. Solo così si può svolgere un vero lavoro di
prevenzione, assolvendo al mandato assegnato dalla Città».
La parola d'ordine è elasticità. Proprio per diventare un punto di riferimento
al quale dare fiducia, il lavoro di Alex Rodriguez - che ha alle spalle
una decennale esperienza come educatore in vari ambiti - si svolge in
alternanza durante il giorno, di notte o nei fine settimana.
Frequentando anche i locali pubblici, con i cui gerenti ha pure preso
contatto. Pian piano, insomma, il nuovo operatore sociale si sta
rendendo conto di attese ed esigenze, preparandosi a sviluppare
ulteriormente la propria attività.
«Al momento attuale - aggiunge Tamara Magrini - mi sembrano due i punti
che andranno approfonditi a breve termine. Da una parte la
collaborazione con gli altri Comuni, perché il disagio sociale non
conosce confini giurisdizionali. Dall'altra affrontare la realtà
sommersa degli anziani soli, una problematica spesso "messa in
ombra" da quella del disagio giovanile».
Molto lavoro, insomma,
attende Alex Rodriguez sulle strade di Locarno. «Città - conclude - la
cui realtà, nonostante l'allarme suscitato dai fatti di cronaca, non
è né migliore né peggiore di quella degli altri centri del Cantone».
Parola di chi tale realtà la tocca con mano quotidianamente.
Barbara Gianetti Lorenzetti
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