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Tra gli ospiti non solo stranieri - Dal 2007 la gestione è
finanziata per un terzo dal Cantone - La polizia, prima scettica, ora
afferma: rapporti di collaborazione corretti
PORTE APERTE
Domani, dalle 14.30 alle 19, a Casa Astra.
Alle 15 spettacolo con gli attori diConfabula. (
fotogonnella)
«Ora anche la polizia suona e attende che qualcuno apra la porta » afferma
Donato Di Blasi,
responsabile del centro di prima accoglienza Casa Astra di
Ligornetto. È forse questo il più importante riconoscimento morale
dell'efficacia del lavoro che, tra mille difficoltà, viene svolto in
questa abitazione che offre ospitalità a persone senza tetto e in
difficoltà per svariate ragioni. E non si tratta soltanto di stranieri
- uomini, donne, famiglie - magari clandestini
o con statuti precari, ma anche di ticinesi, precipuamente anziani o giovani con gravi problemi familiari, indica
Cyntia,
una delle persone che con tanta buona volontà e dedizione lavorano da
maggio 2004 nella struttura abitativa di via Mastri Ligornettesi 28,
nata dall'esigenza di dare una risposta al disagio che colpisce le
fasce più deboli della popolazione presenti sul territorio cantonale.
Sostenuta finanziariamente - spiega Di Blasi -
«dal Movimento dei senza voce, da persone che fanno donazioni e da
alcuni comuni del Mendrisiotto. Da un anno arrivano finanziamenti
anche dal Cantone attraverso i fondi della Lotteria intercantonale.
Un contributo che copre il 30% delle spese di gestione complessive che
ammontano a 180.000 franchi». Nell'ultimo anno sono stati 4.000 i
pernottamenti registrati e ogni mese da cinque a dieci richieste (in
inverno si registra un aumento) non possono essere accolte. I posti
usufruibili sono al momento 9 e il tasso di occupazione si aggira
sull'80%. Come spiega
Giancarlo Nava,
titolare del dicastero Attività sociali e cultura del Comune
che accoglie questo servizio e membro del Gruppo cantonale di sostegno
e valutazione della struttura, «Casa Astra non è più un ... caso da
discutere». Per il futuro si spera di riuscire ad aumentare la
presenza di operatori professionali in modo da coprire le 24 ore e
riuscire a formare dei volontari, indispensabili come le donazioni in
denaro, cibo, materiale vario o le competenze professionali
specifiche (medici, idraulici eccetera). «Le problematiche talvolta
gravi degli ospiti richiedono un grande investimento di tempo ed
energie - soggiunge Di Blasi - e soltanto una presenza costante
permetterebbe di attivare atelier e progetti occupazionali
per gli ospiti». I rapporti di collaborazione con molti dei servizi
sul territorio vengono definiti «ottimi. Segnaliamo tutte le persone
che fanno capo al centro sia alla polizia cantonale sia a quella
comunale di Stabio-Ligor-
netto come pure ai competenti uffici comunali» spiega il responsabile di Casa Astra.
Da parte sua il commissario-capo della polizia cantonale
Sandro Bassetti
parla di «rapporto corretto. Pur nei nostri ruoli diversi abbiamo
instaurato un rapporto di collaborazione, indispensabile perché i
rischi oggettivi sono elevati. Tenuto conto della tipologia degli
ospiti, i nostri obiettivi sono quelli di garantire sia la sicurezza di
chi opera nel centro sia di evitare situazioni di palese illegalità o
problemi di ordine pubblico. Inizialmente eravamo scettici; ora
bisogna dire che funziona».
Enrico Giorgetti
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