Da: CdT, 14.06.08, pag 46
LETTERE
AL CORRIERE
Violenza giovanile e genitori divisi
In
merito agli articoli apparsi recentemente sulla stampa ticinese sul
tema della violenza giovanile, vorrei fare le seguenti considerazioni.
Primo presupposto: lo stato si ritrova la società che si merita.
Secondo presupposto: nelle scienze politiche è dimostrato, come afferma
il politologo americano Baskerville, che la burocrazia ha la tendenza a
sviluppare i problemi che sono legati alla sua esistenza, al suo
profitto e al suo potere.
La società attuale è il risultato di
un'educazione affidata principalmente alle donne. I motivi di ciò,
l'assenza paterna nel proprio ruolo educativo, si possono ricondurre
(tralasciando di risalire alle guerre del XX secolo): - al mondo del
lavoro che non favorisce l'occupazione a tempo parziale e che anzi
tende a ridurre sempre più il tempo libero dell'individuo, quello
disponibile per la famiglia e i figli (quindi molto spesso padri
assenti), - a uno stato e alle sue leggi che tendono ad allontanare un
genitore dai propri figli. Mi spiego meglio: in caso di divorzio, la
prassi in Ticino e in buona parte della Svizzera è quella di togliere
l'autorità parentale a uno dei due genitori. In Ticino questo avviene
nel 95% dei casi nei confronti del padre.
Questo è un segnale molto
forte per i minori: si dice loro a chiare lettere «non hai più un
padre». È un segnale forte anche nei confronti dei genitori: «non devi
più occuparti dei tuoi figli, sei esonerato da questo compito». Posso
credere che parecchia gente sguazzi in questo esonero dalla propria
responsabilità di genitore. L'assenza della figura paterna, ma comunque
quella di un genitore, qualsiasi esso sia, toglie in parte l'importante
prassi dello scambio generazionale. I ragazzi sono sempre più lasciati
da soli, col risultato che si educano da soli. Con questa modalità
orizzontale piuttosto che verticale si possono sviluppare delle
dinamiche che assomigliano a quelle criminali: la legge del più forte.
Si arriva così a eliminare nel giro di poche generazioni tutto il
progresso sociale ottenuto in secoli di lotte, quali la difesa dei
deboli, il rispetto delle opinioni altrui, il diritto alla personalità
e una marea di altri diritti. In Ticino ci sono circa 9'000 minorenni
che sono figli di genitori separati, più o meno un sesto della
popolazione minorile. La prassi vuole che questi minori vedano il
genitore discontinuo (nel 95% dei casi il padre) due volte al mese.
Mettiamo pure che, prudenzialmente, in questa
situazione siano solo la metà: è lecito affermare che in Ticino ci sono 4.500 giovani a rischio?
- a una scuola e un'educazione che, insieme allo stato, assume sempre
più una connotazione tendente alla creazione del bisogno (economico) e
alla sua soddisfazione, piuttosto che all'insegnamento dei fondamenti
disciplinari e culturali, che sono un patrimonio inestimabile
dell'individuo per poter affrontare la vita. Mi spiego meglio: si tende
sempre di più a spingere l'insegnamento nella direzione di quello che
desiderano gli alunni. Guai ad annoiare! Cambiare piuttosto argomento,
con il risultato di non insegnare a perseguire gli obiettivi e a
raggiungere dei risultati, che sono gli insegnamenti fondamentali che
portano anche al rispetto delle regole, delle leggi e, di conseguenza,
dell'individuo e dello stato medesimo.
Sono diversi anni che queste
situazioni (del disagio giovanile) vengono segnalate da persone e da
associazioni particolarmente coinvolte.
Apprendiamo quindi con piacere che finalmente qualcuno si sta rendendo conto della reale portata del problema.
Come Associazione di genitori non affidatari teniamo a sottolineare la
nostra volontà di essere presenti nell'educazione dei nostri figli e il
nostro impegno nel promuovere una
genitorialità più responsabile.
Per questo abbiamo però bisogno dell'aiuto dello stato. È difficile
svolgere il proprio ruolo di genitore se lo stato medesimo ce ne priva
e addirittura si vuole sostituire al genitore assente (curatori,
istituti ecc.). È difficile svolgere il proprio ruolo se lo stato non
interviene finalmente nei confronti di chi ancora alimenta questa
situazione (professionisti senza scrupoli, avvocati, pediatri e
psicologi) e a chi si arma dei mezzi più vigliacchi pur di allontanare
un genitore dai propri figli, ossia quelli delle false denunce per
violenza domestica e per abuso sessuale, anche con la complicità dei
professionisti già menzionati e dello stato medesimo.
Ci ha fatto
piacere leggere recentemente sulla stampa ticinese che il p.p. Perugini
(e in altre occasioni anche gli onorevoli Pesenti e Gendotti), dichiara
che si debba dare sostegno ai genitori e ai docenti impegnati
nell'educazione dei giovani. Chiediamo quindi formalmente: quale tipo
di sostegno concreto lo stato conta di dare a chi si sta impegnando da
tempo in questo campo? Da parte nostra continueremo nel nostro intento
di diffondere una maggiore coscienza per la propria responsabilità di
genitori, per esempio con le serate di formazione che organizziamo
regolarmente (la prossima martedì 17 giugno).
Perseguiremo nella
richiesta dell'autorità parentale congiunta e dell'affidamento
condiviso, ossia della difesa dei diritti dei fanciulli a una ampia e
serena relazione con entrambi i genitori. Continueremo nella richiesta
che entrambi i genitori possano e siano tenuti a occuparsi dei loro
figli in modo responsabile. Promuoveremo un maggiore impegno dei padri,
quale figura attualmente piuttosto assente, ma anche latitante,
nell'educazione dei fanciulli. Ci sono infatti parecchi padri ai quali
viene, in un modo o nell'altro, impedito di occuparsi della prole. Ci
sono purtroppo anche padri che rinunciano alla loro responsabilità di
genitore, semplicemente per questioni di comodo e di egoismo.
Continueremo a chiedere che vengano applicate misure e sanzioni decise,
nei confronti di chi alimenta questa situazione (professionisti
istigatori, funzionari inadempienti oltre ai genitori assenti di cui si
parla nelle misure proposte di recente e a quelli che ostacolano con
qualsiasi mezzo la relazione). Non crediamo che sia attraverso la
punizione e la limitazione della libertà individuale dei giovani che si
faranno passi duraturi. La miglior arma di difesa è l'educazione. Ben
vengano quindi lodevoli iniziative quali quella della CCG «l'educazione
rende forti» e quella
del comune di Bellinzona per fornire una maggiore consapevolezza del ruolo di genitore, insieme a tutte le altre.
Sosteniamo la proposta del gruppo di lavoro di sanzionare anche
economicamente i genitori che non dimostrano di occuparsi adeguatamente
dei propri figli.
Continueremo a impegnarci per il vero,
disinteressato interesse dei nostri bambini, per la loro educazione e
per la loro sicurezza.
Riccardo Kuebler,
presidente Associazione genitori non affidatari
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