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Piano contro violenza giovanile: Berna propone nove misure concrete che coinvolgono anche i Cantoni

Da: La regione, 12.04.08, pag 6

Un piano contro la violenza giovanile
Sulla base di un rapporto, Berna propone nove misure concrete che coinvolgono anche i Cantoni


Berna – Nove misure concrete per combattere il fenomeno della violen­za giovanile. Le propone il Diparti­mento federale di giustizia e polizia ( Dfgp), sulla base di un rapporto re­datto nel 2007 di cui ieri è stata pub­blicata la versione definitiva. Da essa risulta che la nuova consigliera fede­rale Eveline Widmer- Schlumpf ( che proprio ieri ha tracciato un bilancio dei suoi primi cento giorni in gover­no, vedi pagina 7), conferma lo stesso dispositivo del suo predecessore Chri­stoph Blocher.
In particolare: a breve scadenza i cantoni devono varare una pratica si­stematica in materia di rinvio degli stranieri criminali ed esaminare me­glio le condizioni da rispettare per le naturalizzazioni.
Dal canto suo, l’Ufficio federale di polizia è invitato a tracciare un qua­dro generale della situazione dei gio­vani recidivi in Svizzera. Ciò dovrà permettere di migliorare la pratica
nei confronti di questa categoria di delinquenti.
A medio termine, si dovranno acce­lerare le procedure penali applicabili ai minorenni. Il coordinamento fra le autorità, come pure tra le procedure, dovrà essere rafforzato. Dovranno es­sere migliorati gli scambi di dati tra i servizi delle naturalizzazioni e le al­tre autorità competenti in materia d’integrazione.
È pure in programma l’elaborazio­ne di una statistica dell’esecuzione delle pene dei minorenni. L’obiettivo è di meglio conoscere l’efficacia delle sanzioni previste dalla legge.
Le misure a lungo termine concer­nono l’utilizzazione mirata del soste­gno finanziario della Confederazione agli istituti che ospitano giovani de­linquenti e la realizzazione di studi re­golari sulle “ cifre nere” della crimi­nalità.
Obiettivo: conoscere meglio l’am­piezza
della violenza dei giovani e la sua evoluzione. Il rapporto, legger­mente modificato dopo la consulta­zione della scorsa estate, rispecchia nuovamente le incertezze e le divisio­ni degli esperti su questo fenomeno. Essi non sono tuttora concordi se e in che misura la violenza giovanile sia effettivamente aumentata negli scor­si anni. Nel riassunto del rapporto si legge che « tutti ritengono che le stati­stiche ufficiali rivelino solo una parte del problema e che vi sia un notevole numero di casi oscuri. Vi sono perciò motivi sufficienti per adottare misure contro la violenza giovanile » .
Misure che non si fermano qui. Il capitolo relativo alla prevenzione, con provvedimenti ai livelli sociale e politico, sarà infatti oggetto di un rapporto atteso ancora quest’anno. Competenti al riguardo sono i servi­zi del capo del Dipartimento federale dell’interno Pascal Couchepin.

ATS/RED




Gli esperti restano divisi nel valutare il fenomeno

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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