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Officine Bellinzona: ‘È un danno alla coesione nazionale’

Da: La regione, 27.3.08, pag 11 

 

‘È un danno alla coesione nazionale’
I presidenti dei sei partiti ticinesi si appellano al Consiglio federale


Il Consiglio federale intervenga urgente­mente presso i vertici delle Ffs affinché ac­cettino la richiesta di precise garanzie avan­zata dagli operai delle Officine. I sei presi­denti dei partiti ticinesi rappresentati in Gran Consiglio hanno preso carta e penna ed hanno scritto a Berna una lettera aperta (con copia al Consiglio di amministrazione dell’ex regia ed ai media) per ribadire quan­to grave sia il danno alla coesione nazionale causato dal piano di ristrutturazione previ­sto per lo Stabilimento industriale cittadino.
Giovanni Merlini ( Plr), Giovanni Jelmi­ni ( Ppd), Manuele Bertoli ( Ps), Giuliano Bignasca ( Lega), Pierre Rusconi (Udc) e
Sergio Savoia (Verdi)
sottolineano come la delicata questione « abbia portato alla luce un problema che travalica chiaramente il confronto aziendale, assumendo una valenza politica di dimensioni significative, che il Consiglio federale non può non considerare ». La politica è quindi più che mai a fianco delle maestranze. I presidenti di partito par­lano apertamente di crisi sociale e di messa in pericolo della coesione nazionale. Perché, scrivono al proposito, la Svizzera italiana « non può rimanere senza reagire di fronte a scelte che a noi risultano incomprensibili, sia dal profilo dell’attenzione che la Confederazio­ne e le sue aziende debbono prestare alla loro presenza su tutto il territorio nazionale, sia dal profilo delle esigenze dell’azienda ferro­viaria relativamente al suo posizionamento su uno degli assi europei più importanti ». Un grave danno quello arrecato al federalismo, osservano ancora, come testimoniato dalla massiccia solidarietà di un Cantone intero e del Grigioni italiano raccolta dai 420 dipen­denti che rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Per Merlini, Jelmini, Bertoli, Bigna­sca, Rusconi e Savoia è necessario « passare presto ad una vera trattativa sul futuro dello Stabilimento industriale di Bellinzona, come proposto il 19 marzo dal consigliere federale Leuenberger dinanzi alle Camere. Per iniziare questo dialogo sono però necessarie delle ga­ranzie, affinché la trattativa possa svolgersi in un clima di fiducia reciproca ». Infine l’invi­to al Consiglio federale: « Pur consci del fatto che l’attuale contesto giuridico limita i compi­ti dell’autorità politica alla definizione degli obiettivi imprenditoriali delle Ffs – affermano i sei presidenti di partito –, lasciando all’a­zienda, quindi al suo Consiglio di ammini-s­trazione, le scelte operative, vi chiediamo di voler intervenire sugli organi aziendali affin­ché accettino le richieste di garanzia avanzate dai lavoratori durante l’incontro del 24 mar­zo, già ridimensionate rispetto a quanto chie­sto in partenza ».

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