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Le ferite nell'anima fanno più male di quelle fisiche

Da: CdT, 30.08.2008, pag 36

<>«Cicatrici» dell'animo indelebili
 Le ferite nell'anima fanno più male di quelle fisiche


 Il ricordo del dolore sul proprio corpo è meno vivido e fa meno male di quello delle pene emotive. Lo sostiene uno studio recente effettuato su un gruppo di studenti

  NEW YORK Le «cicatrici» del­l'animo sono più indelebili di quelle del corpo. È quanto sostie­ne uno studio diretto da Zhan­sheng Chen della Purdue Univer­sity in Indiana pubblicato sulla ri­vista Psychological Science. Gli esperti hanno misurato su un gruppo di studenti la «potenza» del ricordo di esperienze negati­ve e dolorose vissute in passato, sia di tipo fisico sia di tipo emoti­vo. Per farlo hanno chiesto ai ra­gazzi di scrivere di queste espe­rienze e subito dopo li hanno sot­toposti a un difficile test mentale. L'idea degli psicologi è che, se il segno lasciato dalle esperienze ne­gative è influente, il solo fatto di ri­cordarle deve essere destabiliz­zante a tal punto da compromet­tere l'esito del test mentale. Con questionari psicologici i ricerca­tori hanno anche stimato quanto fosse vivido il ricordo delle espe­rienze rievocate dai volontari. È emerso che le esperienze relative al dolore fisico sono sempre rivis­sute in modo poco sentito, il loro ricordo è poco vivido e blando l'ef­fetto negativo prodotto sull'esecu­zione del test. Invece il ricordo del­le pene interiori è più vivido e gli effetti deteriori sull'esecuzione del test mentale si vedono:i punteggi totalizzati da chi aveva appena rie­vocato esperienze emotive nega­tive erano sempre inferiori a quel­li di chi invece aveva ripensato ad una situazione in cui aveva pro­vato dolore fisico. Secondo gli psi­cologi questa vulnerabilità uma­na è «colpa» del nostro essere evo­luti: la corteccia cerebrale umana infatti, nel darci numerose capa­cità cognitive, ci rende più vulne­rabili alle pene interiori, alle de­lusioni, al dolore «sociale».

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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