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Giovani, i mentori vi stanno aspettando

Da: CdT, 29.08.08, pag 25

<>Giovani, i mentori vi stanno aspettando
 Decolla il progetto di prevenzione messo in atto da Cantone, Città e Pro Juventute


 Scelti e ormai quasi formati i primi otto adulti che di­venteranno i punti di riferimento per ragazzi in difficol­tà - Ora si punta anche alla collaborazione con altri enti

  Sono otto, la loro età varia fra i 25 e i 50 anni e anche gli ambiti di attività sono i più disparati: si va dagli studenti al conducente d'autobus, dalla traduttrice agli operatori per anziani. Alcuni han­no alle spalle esperienze partico­larmente difficili (oggi ben supe­rate). Una cosa li accomuna: la disponibilità a mettersi in gioco per accompagnare giovani che si trovano a dover affrontare un mo­mento di difficoltà. Sono i primi volontari del «Progetto mento­ring », messo in cantiere di recen­te dalla Divisione dell'azione so­ciale e delle famiglie del Diparti­mento della sanità e della socia­lità, in collaborazione con la Cit­tà di Locarno e con la Pro Juven­tute, cui spetta il coordinamento dell'iniziativa ormai giunta alla fase di decollo. Messi nero su bianco criteri e principi, inaugu­rata la sede (negli spazi alle ex scuole di Piazza Catello offerti dal Comune), affiancato al coordina­tore di Pro Juventute il nuovo operatore sociale di Locarno, ora si tratta di allacciare una nuova rete di contatti con tutta una serie di enti, servizi e società affinché possano essere individuati e pre­si a carico i primi casi. Va detto, comunque, che il lavoro concre­to è già iniziato. Da qualche gior­no è infatti partito un intervento con un giovane di 22 anni in serie difficoltà professionali.
  A presentare la nuova fase del progetto sono stati ieri la muni­cipale capodicastero di Locarno, Tamara Magrini, il coordinato­re di Pro Juventute, Furio Vanos­si,
  il nuovo operatore sociale del­la Città, Alex Rodriguez, e Ilario
 Lodi,
responsabile di Pro Juven­tute per la Svizzera italiana.
  Ribadendo che il «Progetto men­toring » rappresenta un nuovo e importante tassello della politica giovanile locarnese e sottolinean­done il ruolo fondamentale di pre­venzione, la municipale cittadina ha poi ricordato come Locarno sia una città-polo, «in cui confluisco­no anche i giovani degli altri Co­muni, proprio perché attratti dal centro come luogo di aggregazio­ne e di vita». Da qui l'iniziativa par­tita in questi giorni, con il coivol­gimento delle altre località del Lo­carnese, invitate in particolare a segnalare ragazzi che potrebbero diventare fruitori del progetto. Un appello che di certo non cadrà nel vuoto, ha aggiunto Magrini, vista la fattiva collaborazione dimostrata dagli altri Comuni per iniziative come il Centro giovani, l' Assem­blea dei giovani del Locarnese, il rinnovamento del Parco Robin­son o l'istituzione del Gruppo ope­rativo permanente sul disagio gio­vanile.
  Alex Rodriguez ha poi ricordato l'importanza di tessere sul territo­rio una serie di intensi contatti. Per evitare, da una parte, di so­vrapporsi ai servizi già esistenti. Ma anche (e soprattutto) per in­staurare relazioni che permetta­no di individuare tempestiva­mente eventuali casi da prende­re a carico. Un lavoro che verrà svolto, come detto, con i Comu­ni, ma anche con «agenzie socia­lizzanti » come le scuole, le asso­ciazioni sportive o i vari gruppi di interesse presenti nella regio­ne.
  A Furio Vanossi, quindi, il com­pito di illustrare il lavoro svolto finora e la fase attuale. Sono sta­ti una trentina, ad esempio, i vo­lontari annunciatisi per diven­tare mentori. Dopo un approfon­dito lavoro di selezione, si è giun­ti alla scelta di otto persone, che, durante l'estate hanno seguito una formazione empirica. Da ot­tobre, poi, si passerà ad una for­mazione più scientifica. Pure co­stituiti un gruppo di pilotaggio (che svolgerà un ruolo decisio­nale e di coordinamento) e un gruppo di sostegno, cui spetterà il compito di fungere da «cassa di risonanza» sul territorio. Nel­le prossime settimane, poi, par­tirà il lavoro per la ricerca di col­laborazione con vari enti e asso­ciazione di cui si diceva in pre­cedenza.
  Un aspetto, ha ribadito Ilario Lo­di, di particolare importanza, fondamentale perché il proget­to possa davvero decollare. Il re­sponsabile di Pro Juventute ha poi concluso sottolineando co­me quella del «Mentoring» sia da considerare una forma di in­vestimento, «un lavoro di pre­venzione che diventerà sicura­mente redditizio a medio-lungo termine. Da una parte perché permetterà alle persone coinvol­te di superare i momenti difficol­tà senza necessariamente cade­re nella rete sociale. Ma anche, più in generale, per un discorso che riguarda l'educazione del­l'intera cittadinanza». b.g.l.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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