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La realtà superficiale e quella nascosta. I misteri della congiuntura

Da: Il mattino della domenica 

Scritto da Giuliano Bignasca - MDD   

lunedì 28 luglio 2008
I dati in provenienza dall'economia svizzera e le previsioni per il corto termine sono chiari, e per certi versi fanno anche un po' paura. Su tutti il prodotto interno lordo che dal bel 3% circa di crescita degli ultimi tre anni, nel 2008 dovrebbe abbassarsi attorno all'1,8% e per il 2009 all'1,3%, così almeno per quasi tutti gli uffici di ricerca congiunturale. Questo significa che a cedere dovrebbero essere i consumi, gli investimenti e le esportazioni verso l'estero delle aziende svizzere, grandi e piccole.
Ci sono altri dati che incutono timore: sono quelli dei salari medi delle famiglie svizzere che le statistiche ci dicono essere mediamente attorno ai 5.500-6'000 franchi. Una somma che, sulla base del costo della vita è appena sufficiente per tirare la fine del mese, specialmente se di mezzo ci sono un paio di figli. Una somma che oggi sulla base dell'aumento dei pezzi del petrolio viene ancor più "limata".
Questo per quanto riguarda le cifre che le statistiche ci offrono. La realtà invece, almeno da un'analisi superficiale, ci appare molto diversa e gli esempi sono tanti. Per esempio, se consideriamo il congestionato traffico mattutino e serale dei lavoratori indigeni e dei frontalieri, la sensazione è che le nostre aziende industriali stiano lavorando "come Dio comanda". Poi ci sono i consumi: i grandi shopping center sono sempre pieni. I ristoranti, che spesso si lamentano per gli introiti, non sono da meno. Basta provare a cercare un posto per mangiare nel fine settimana, senza aver prenotato. Il fatto che il litro di benzina stia ormai avvicinando i 2 franchi non sembra aver frenato l'ardore di chi si diverte ad andare in giro a zonzo in macchina col telefonino tra le mani che costa come minimo 80 franchi il mese che vuol dire circa 1'000 franchi l'anno, e magari costa pure una multa di 100 franchi a botta. Senza contare l'affluenza nelle discoteche dove il meno che uno spende è 50 franchi per serata.

I poveri ci sono e sono sempre quelli
I poveri oggi sono ben identificabili. Ci sono i padri (e le madri) di famiglia che fanno sacrifici per tirare sù i figli. Ci sono diversi anziani che possono far capo solo all'AVS perché sono rimasti tagliati fuori dal secondo pilastro. Ci sono poi alcuni lavori che sono sottopagati rispetto all'effettiva energia richiesta ogni giorno. Lavori che se svolti quando si è giovani e "single" permettono di vivere ma che sicuramente non permetteranno più in là di sopportare il peso di una famiglia. L'irresistibile attrazione del divertimento a tutti i costi fa poi spesso dimenticare che l'indebitamento non paga, salvo quelli che prestano i soldi. Ma non è finita, perché ad essere chiamati alla cassa saranno fra qualche tempo anche coloro che avvicinati e mal consigliati dalle banche hanno contratto debiti ipotecari che magari più in là, se veramente la situazione dovesse farsi più difficile , non saranno più in grado di sopportare.
Il compito di seguire quanto sta avvenendo nella società a livello sociale lo hanno in particolare i politici che però di questi tempi sembrano più interessati ai problemi del lupo e dell'orso, dei cervi che girano nei nostri boschi.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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