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“Grup­po operativo giovani-violenza­educazione”: solo misure di tipo poliziesco e punitivo

Da: La regione, 12.06,08, pag 3

Violenza giovanile, misure strette
Scettici il presidente della Conferenza cantonale dei genitori e il segretario della Federazione esercenti

Prime reazioni al decalogo di contromisure pro­posto dallo speciale gruppo istituito dal Consiglio di Stato per radiografare il fenomeno della violenza giovanile in Ticino e individuare possibili soluzio­ni. A far discutere, come dimostrano le testimo­nianze raccolte ieri da ‘laRegioneTicino', sono so­prattutto le misure che riguardano le famiglie e gli esercenti. A storcere parzialmente il naso sono il presidente della Conferenza cantonale dei genitori, Matteo Ferrari, e il segretario della Federazione esercenti GastroTicino, Gabriele Beltrami. Non tut­to però è da buttare, perché l'esercizio voluto dal go­verno dopo l'assurda morte a Locarno di Damiano Tamagni è ad ampio respiro e tocca diversi ambiti. Esercenti e famiglie sono chiamati a giocare le loro carte. Come pure i servizi del Cantone, direttamen­te coinvolti dai loro consiglieri di Stato (Pedrazzini, Gendotti e Pesenti) presenti martedì alla conferen­za stampa durante la quale il procuratore pubblico Antonio Perugini ha reso pubblico il contenuto del primo rapporto trimestrale. La proposta d'istituire il coprifuoco per i minori non accompagnati da pa­renti adulti (come già attuato in una località berne­se, in Germania e in alcune città italiane) viene vi­sta negativamente. Come pure quella di chiamare i genitori alla cassa qualora si dimostrino recalci­tranti o poco collaboranti con le autorità quando si tratta di controllare e correggere figli minorenni poco propensi a rispettare le regole. Pollice verso anche sull'eventualità di caricare sulle famiglie le spese di polizia quando un figlio in stato alterato viene riaccompagnato a casa da una pattuglia.
Sul fronte degli esercenti scetticismo viene espresso nei confronti della proposta di ‘pubbliciz­zare' le sanzioni inflitte. Bene invece il fatto di ren­dere più salate le multe. A.MA./MA.MO.




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Bar, alcol e ore piccole

  Pollice verso sul coprifuoco
‘Punire i genitori? Meglio un supporto specialistico'


Zero su quattro. Anzi, volendo essere generosi, 0,5 su quattro. Il presidente della Conferenza can­tonale dei genitori, Matteo Fer­rari, salva solo mezza delle quat­tro contromisure, riguardanti appunto i genitori, che il "Grup­po operativo giovani-violenza­educazione" ha messo nero su bianco nel proprio rapporto reso pubblico martedì. Tuttavia la premessa di Ferrari è positiva: « Il gruppo dimostra di sapere che l'educazione dei minori è un com­pito che coinvolge svariate compo­nenti della società, genitori com­presi, e che quindi non si può pen­sare di varare solo misure di tipo poliziesco e punitivo per risolvere i casi più eclatanti ».
Veniamo alle quattro misure: con la prima si vorrebbe costrin­gere i genitori di minorenni pro­blematici per trascuratezza o las­sismo educativo, a seguire corsi per risvegliare o migliorare le loro competenze educative. Con­divide? « In presenza di situazioni già conclamate ritengo che occor­ra semmai garantire il supporto di figure professionali specializ­zate, tramite per esempio il Servi­zio di accompagnamento educati­vo o quello medico-psicologico ». Il rapporto suggerisce di far capo ai corsi organizzati proprio dalla Conferenza dei genitori: « I quali sono però di tipo preventivo e sono occasioni di confronto. Bene quin­di se vengono offerti a tutti i geni­tori, motivando soprattutto quelli che si ritiene siano più bisognosi. Ma in presenza di situazioni già degenerate, ripeto, è più opportu­no un supporto specialistico ».
I punti 2 e 4 si assomigliano: addebitare ai genitori le spese per l'intervento di polizia in caso di minorenni riaccompagnati a casa in stato alterato; e sanziona­re i genitori recalcitranti o poco collaboranti con le autorità nel controllo e nella correzione dei figli minorenni. « Chiamare alla cassa i genitori che hanno fallito è una pulsione che comprendo - ri­leva Ferrari - ma solo se il vero intento è quello di far comprende­re a tutti quali sono i costi ‘pubbli­ci' generati da un'educazione sba­gliata. Forse questo farebbe riflet­tere sul fatto che vale la pena inve­stire di più sulla prevenzione. Ma vedo male che un quadro educati­vo già problematico possa miglio­rare caricando sui genitori deter­minati oneri o togliendo sussidi a chi è già sotto il minimo vitale. Meglio, invece, investire tramite un accompagnamento educativo di tipo professionale ».
Misura numero 3: coprifuoco per i minorenni non accompa­gnati da parenti adulti. Ferrari storce il naso e dal cassetto estrae una norma varata dal Mu­nicipio di Bellinzona il 20 settem­bre 1850, quindi 158 anni fa, se­condo la quale "tutti i ragazzi che si trovano vagando nelle piazze e nelle contrade della città dopo le ore 8 pomeridiane saranno arre­stati". La proposta, sebbene in versione soft, dunque ritorna: « Ma i tempi sono cambiati... Come sono cambiate la società, la mobilità dei giovani e la disponi­bilità/ utilizzo del tempo libero ». Di pari passo negli ultimi anni non sono state adeguate le nor­me sugli orari e l'accesso dei mi­nori negli esercizi pubblici: « Nome ormai superate e per le quali è in sospeso da tempo un avamprogetto di modifica ».
Ferrari dunque auspica che qualcosa si muova, « ma non per quanto riguarda tutti gli spazi pubblici. Ritengo infatti che a una determinata età sia giusto che i minorenni facciano le loro espe­rienze ». Fra i concetti sui quali la Conferenza cantonale dei genito­ri punta nei suoi corsi "L'educa­zione rende forti", « vi è anche l'importanza di affidare loro de­gli spazi e insegnar loro a gestirli ponendo chiari limiti. Ma dubito che lo si possa fare col coprifuoco. Il problema non è infatti l'orario bensì il rapporto educativo in­staurato con i figli ». La stessa Confederazione prossimamente si esprimerà sul tema minorile: « Gli assi scelti sono quelli della fa­miglia, della scuola, degli spazi di socializzazione e dei media ».




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Matteo Ferrari

 Sanzioni di pubblico dominio?
Beltrami (GastroTicino): perplesso


Si dichiara d'accordo con la proposta di ritoccare verso l'al­to le multe mentre, parlando sempre a titolo personale, si dice perplesso sulla pubblica­zione della sanzione irrogata all'esercente che serve bevan­de alcoliche a minorenni. Per­plesso perché? « È una punizio­ne eccessiva - afferma il segre­tario cantonale della federazio­ne esercenti GastroTicino, Ga­briele Beltrami -. È franca­mente troppo rendere di domi­nio pubblico il nome di un eser­cente che magari ha sbagliato per la prima volta e in buona fede: può ad esempio aver ven­duto alcolici a un maggiorenne, alcolici che quest'ultimo, all'in­saputa dello stesso esercente, ha poi passato al minorenne. Inol­tre come la mettiamo con la leg­ge sulla protezione dei dati? La misura, secondo me, potrebbe semmai entrare in considera­zione per l'esercente recidivo o, a maggior ragione, plurirecidi­vo perché in questo caso non è più possibile parlare di buona fede ».
Nessuna perplessità invece sull'aumento degli importi mi­nimi delle sanzioni pecuniarie contemplate dalla vigente Leg­ge cantonale sugli esercizi pub­blici (peraltro in corso di revi­sione). « Effettivamente con gli importi attuali - osserva il se­gretario della Gastro - non si va da nessuna parte e il compor­tamento di certi esercenti cam­bia solo se vengono toccati nel portamonete: sono dunque favo­revole a un aumento delle mul­te, soprattutto per evitare i casi di recidiva » . Beltrami giudica « interessante » anche un'altra misura prospettata dal gruppo di studio istituito dal governo: « Mi riferisco all'abbassamento dell'orario serale di vendita de­gli alcolici nei chioschi annessi ai distributori di benzina o nei negozi ubicati nelle stazioni fer­roviarie: è quasi sempre in que­sti punti vendita che i giovani si riforniscono spostandosi suc­cessivamente nei luoghi di ritro­vo. Al lato pratico probabilmen­te cambierebbe poco, perché la vendita di alcolici resterebbe co­munque libera, sarebbe infatti soltanto una questione di orari: si lancerebbe tuttavia un impor­tante segnale. Giusto allora ac­compagnare questo provvedi­mento con una limitazione del­la quantità di bevande alcoli­che acquistabile ».
La commissione auspica pure una riduzione dell'orario d'a­pertura dei locali notturni in particolare nei weekend. « In­tendiamo i night club o le disco­teche? È un aspetto da chiarire. Perché per i primi, nei quali i minorenni non possono in ogni caso entrare, il problema non si pone essendo i night frequentati solitamente da adulti. Diverso il discorso - rileva Beltrami - per le discoteche: l'accesso an­che a questi locali è vietato a co­loro che hanno meno di 18 anni, eppure in alcune discoteche i minorenni entrano. Sono quin­di necessari maggiori controlli dell'età. Bisognerebbe sensibi­lizzare ulteriormente i gestori di questi locali ».
Le misure suggerite dal gruppo coordinato dal pp Pe­rugini « verranno valutate at­tentamente da GastroTicino » . Un'associazione, ricorda anco­ra il suo segretario cantonale, « che nella formazione dei futuri esercenti collabora strettamente con la Regia federale degli al­col, con Radix, con la Polizia cantonale, con le Comunali e con l'Ufficio permessi. Aggiun­go che, a proposito della rifor­ma in atto della legge sugli eser­cizi pubblici, siamo per il man­tenimento della maggiore età a partire da cui è possibile consu­mare bevande alcoliche, fer­mentati compresi (birra insom­ma non dai 16 bensì dai 18 anni, ndr)». GastroTicino con­ta « un gran numero di affiliati e la stragrande maggioranza - tiene a precisare Beltrami -, la­vora correttamente, attenendosi alle disposizioni di legge ».




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Gabriele Beltrami
 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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