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Disagio giovanile. ‘Le proposte del Gruppo operativo sono intolleranti e repressive'

Da: La regione, 24.06.08, pag 4

Il sindacato di studenti e apprendisti Sisa propone che si riparta dalla scuola e dal suo ruolo umano-educativo
« Il Gruppo operativo contro la violen­za giovanile è composto fra gli altri da docenti ufficiali dell'esercito e da magi­strati intransigenti ». Il Sindacato indi­pendente studenti e apprendisti (Sisa), riunitosi sabato in assemblea, si dice scioccato per le prime proposte avanza­te dal gruppo istituito a febbraio e coor­dinato dal procuratore pubblico Anto­nio Perugini. E dal quale il sindacato de­gli studenti sarebbe stato escluso. Il Sisa giudica « intollerante e repressivo » il do­cumento allestito da Perugini e colleghi
e si chiede « quale posizione difendessero a nome della gioventù di questo Cantone » i due esponenti del Consiglio cantonale dei giovani che collaborano nel gruppo. « Ci si attendeva un lavoro più equili­brato e una saggezza superiore », si legge in una nota stampa. « Non esistono per noi punizioni esemplari, ma sanzioni de­terminate in maniera proporzionata al reato e in base allo stato di diritto. La tol­leranza zero non è mai educativa perché non cerca di intravedere spazi di dialogo e educazione. Come sempre si vuole agire sugli effetti e non sulle cause - prosegue il comunicato - invece di dare più diritti alla gioventù, i cui eccessi andrebbero an­che analizzati in modo ben più globale perché spesso dovuti a situazioni sociali difficoltose, se ne vuole dare di maggiori all'apparato repressivo ». Il Sisa critica soprattutto le proposte di istituire un co­prifuoco e di multare le famiglie dei ra­gazzi turbolenti: « Sanzionare con multe o tagli dei sussidi chi già vive in difficoltà è il modo migliore per entrare in un circo­lo vizioso che porta a una maggiore pre­carietà, un maggior disagio e dunque una maggiore violenza ».
Per il sindacato il disagio giovanile va affrontato intervenendo nelle scuole. Soprattutto per quanto concerne l'a­spetto umano ed educativo: « Basta a scuole con livelli A e B dove l'attitudine diventa sinonimo di discriminazione, che favorisce i fenomeni di marginalizza­zione ». E infine propone di: « Assicurare condizioni di lavoro stabili e salario mi­nimo, aumentare lo stipendio degli ap­prendisti, migliorare il lavoro degli ispet­tori di tirocinio e garantire più sicurezza per il futuro post-tirocinio. Futuro che molti giovani non riescono a vedere ».




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‘La tolleranza zero non è mai educativa'

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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