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Coprifuoco per i minorenni? Da "Sensogiovane.ch" un attacco: «Plagiate le nostre proposte»

DA: http://www.sensogiovane.ch/

Friday, June 13th, 2008 at 4:56 pm | by Redaktion |

A Cesare quel che è di Cesare. I provvedimenti suggeriti dai membri del "Gruppo di lavoro contro la violenza giovanile"? Beh, non è farina del loro sacco; e la rivendicazione della primogenitura viene oggi da Ivan Schmidt in nome di "Sensogiovane.ch".

Non per solo puntiglio, anche se Schmidt si sente vittima di un plagio: "Quando ci facemmo promotori di una petizione a Locarno, ed era il gennaio 2004, l'autorità politica giudicò le nostre proposte come il parto di qualche patetico psicolabile. Adesso vediamo che gli stessi punti, ad uno ad uno, diventano bastioni delle nuove politiche". In effetti, il documento sbuca dagli archivi: titolo, "Pace in città". Ed allora, si tratta di un plagio "a livello industriale"? Più o meno: oltre quattro anni or sono vennero proposti il coprifuoco per i minorenni, multe e carcere per i genitori di minorenni autori di crimini gravi, l'introduzione dei "vigilanti" ("che oggi sono una realtà, si veda il caso di Lugano-Besso"), la creazione di un Centro giovanile. Le fotocopiatrici devono aver lavorato parecchio, ma Schmidt preferisce metterla su un altro piano: "Non siamo fieri di aver visto lontano, e questo per il semplice fatto che le radici del problema affondano in tempi remoti, assai precedenti all'improvviso risveglio di coloro che stanno in Governo. Eppure mi ricordo benissimo di quel che accadde nel gennaio 2004. E mi ricordo anche di un fatto successivo: a proprio nome, le autorità municipali - le stesse che per bocca di Tiziana Zaninelli avevano deprecato i nostri concetti - lanciarono e fecero propria l'idea della creazione del Centro giovanile e persino quella circa un bando di concorso per la creazione di un "logo" riservato ai giovani".

Adesso, il coprifuoco per i minorennni e le sanzioni per i genitori, doppio caposaldo della petizione, e da altra sponda. Segue commento dello stesso Schmidt: "Bisogna proprio dire "grazie" al Governo, che si è trovato il terreno sondato e spianato. Proprio bello il prendere proposte già oggetto di dibattito e di discussione e farle proprie come se si trattasse di anteprime di film mai visti. Ma passi questo fatto, se lo scopo fosse quello di mettere in pratica tali intendimenti". Perché, ne dubita? "A mio avviso, qui siamo in presenza di una totale amnesia e di una totale incapacità nel far fronte al problema. La morte di Damiano Tamagni viene sfruttata per dimostrare che il Governo si sta muovendo. Solo una messa in scena. Luigi Pedrazzini, in quanto responsabile del Dipartimento istituzioni, si fa promotore di quelle idee che egli stesso aveva ampiamente criticato. E per concludere: nemmeno un membro di "Sensogiovane.ch" è stato sentito o reso partecipe della "task-force" antiviolenza...".

Il "Gruppo di lavoro", insomma, null'altro sarebbe che un alibi. Un alibi per far finta di cancellare o di attenuare la portata di quanto "tante volte i "Mister sicurezza" del Ticino avevano affermato, e cioè che ci si trovava sempre alle prese con un "caso isolato", cui ovviamente seguiva un altro "caso isolato", eccetera eccetera". I "Mister sicurezza", già: nella lettura di Schmidt, sono Luigi Pedrazzini, il procuratore pubblico Antonio Perugini e Marco Pellegrini, quest'ultimo municipale in Locarno. A tutti loro viene destinata una mezza profezia: "Attenti, il prossimo "caso isolato" è dietro all'angolo...".

Fonte: www.mattinonline.ch

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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