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Appello per l'educazione

Da: CdT, 5.09.08, pag 47

LETTERE AL CORRIERE
 Appello per l'educazione

 Riaprono le scuole, inizia un nuovo anno. Di fronte a qualcosa che rico­mincia possiamo scegliere tra l'aspet­tarci una novità oppure il dire «ci ri­siamo » e augurarci che ci vada bene o che finisca in fretta.
  E se guardiamo all'anno scorso certa­mente non possiamo illuderci che in ambito scolastico e giovanile tutto sia a posto. È sotto gli occhi di tutti che il nostro Cantone è sempre più spesso teatro di episodi di violenza che ve­dono implicati dei giovani. Ed è evi­dente a tutti che non si tratta di episo­di sporadici, ma di un male ormai cronico, segno anche di un disagio diffuso e profondo. Questa situazione genera rabbia e paura.
  Ci si chiede cosa fare di fronte a una tale emergenza. E la scuola è una del­le realtà più sollecitate a prendersi delle responsabilità. Ma la radice di questo disagio è educativa ed interro­ga tutta la società, interroga ognuno di noi, poiché la noia, i timori e la dif­fidenza dei più giovani sono la noia, i timori e la diffidenza degli adulti che non sono più in grado di riconoscere e trasmettere il gusto e il significato della vita. Rischia così di crescere una generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri, costretti a camminare come sulle sabbie mobili, bloccati di fronte alla vita, annoiati e a volte violenti co­munque in balia delle mode e della mentalità dominante. Per questo la prima emergenza che il nostro Paese si trova a dover affrontare è quella educativa.
  Far fronte a tale emergenza, allora, vuol dire prima di tutto che degli adulti riprendano quel cammino umano che tutti siamo chiamati a compiere, scoprendo il significato di sé e delle cose che ci circondano in un confronto con il patrimonio eredi­tato dalla nostra tradizione culturale.
  Ed è ciò che consente tra l'altro di sta­re di fronte a culture diverse senza complessi e senza inutili paure. C'è bisogno di adulti, insomma, che sia­no consapevoli di essere nel mondo e nella società per un compito, per una costruzione positiva, e che - loro per primi - non facciano ultimamente coincidere la riuscita nella vita col successo, i soldi e la carriera.
  Solo di fronte ad adulti così, i giovani potranno crescere e imparare a sti­mare e ad amare se stessi e le cose, assumendo la loro responsabilità di uomini.
  Insieme è possibile riappropriarsi del compito drammatico e affascinante di educare. Assumersi il «rischio» di educare, perché l'educazione com­porta un rischio ed è sempre un rap­porto tra due libertà. Ed è possibile incominciare di nuovo: salutare i propri figli al mattino come entrare in classe incontrando gli allie­vi senza scetticismo o cinismo.
  Si potranno allora individuare anche le soluzioni per rispondere alle situa­zioni specifiche. Non è solo una que­stione di scuola o di addetti ai lavori: lanciamo un appello a tutti, a chiun­que abbia a cuore il bene dei nostri giovani e del nostro Paese. Ne va del nostro futuro.
  L' Appello per l'educazione è pubbli­cato sulla pagina http://appelloedu­cazione.blogspot.com, dove è anche possibile sottoscriverlo online indi­cando il proprio indirizzo e-mail. È possibile inviare la sottoscrizione an­che all'indirizzo: « Appello educazio­ne » c/o Maurizio Balestra, Via Solaro 22, 6900 Massagno. 

Sottoscrizioni Appello per l’educazione

Dante Balbo, psicoterapeuta e operatore di Caritas Ticino;
 Maurizio Balestra, docente, «Centro culturale di Lugano»;
 Elena Besozzi, ordinario di sociologia dell'educazione, Uni­versità Cattolica, Milano (già presidente del CD dell' ASP);
 Mario Bianchetti, medico; Carlo Bizzozero, direttore Istitu­to von Mentlen, Bellinzona; Elio Bollag, membro della Co­munità Israelita di Lugano; Renato Canova, direttore Sme, Chiasso; Giovanni Cansani; Lorenzo Cantoni, professore universitario; Louis Cardona, direttore del Centro culturale Montebrè e del Club giovanile Altaquota; Rocco Cattaneo; Egidio Centonze, avvocato; Rina Ceppi, segretaria generale
 ACT; Mauro Clerici, docente, vicedirettore di Sme; Carlo Croci, sindaco di Mendrisio; Lauro Degiorgi, educatore; Da­vide De Lorenzi, presidente dell' Azione cattolica ticinese;
 Dimitri; Lucia Faillaci, docente presso la Scuola R. Steiner, Origlio; Diego Fasolis, musicista; Michele Fazioli, giornali­sta;
  Massimo Filippini, economista, professore universita­rio;
  don Patrizio Foletti, rettore Collegio Papio; Stefano Gi­lardi,
  medico; Umberto Giovine, imprenditore; Giorgio Giu­dici,
  sindaco Lugano; Radouan Samir Jelassi, Imam della Lega dei musulmani in Ticino, membro del Forum Islam; Ro­berto Laffranchini, docente, direttore di scuola; Giuseppe
 La Torre, pastore evangelico; Franco Lazzarotto, direttore Sme, Biasca; Fausto Leidi, economista; don Rolando Leo,
 catechista SMS, assistente diocesano AC e scout; Graziano Martignoni, psichiatra, professore universitario; padre Mi­hai Mesesan, parroco della Comunità ortodossa della Sviz­zera italiana; Alberto Moccetti, direttore del Liceo diocesa­no;
  don Italo Molinaro, direttore del Centro cattolico per la radio e la tv; Roby Noris, direttore di Caritas Ticino; Pietro Ortelli, docente, presidente OCST-docenti; Andrea Pellegri­nelli,
 docente, sindaco di Capriasca; Antonio Perugini, pro­curatore pubblico; Fausto Poretti, già direttore Sme; Eddo
 Rigotti, professore universitario; Romano Rossi, presidente OCST; Giorgio Salvadè, medico; Agostino Savoldelli, do­cente, redattore di «Risveglio»; Flavio Schira, docente;
 Giancarlo Seitz, membro dirigente ACT, consigliere comuna­le PS; Jean Soldini, docente, critico d'arte; Carla Speziali,
 avvocato; Marco Squicciarini, docente, direttore di scuola;
 don Stefano W. Vanolli, direttore Istituto Elvetico, Lugano;
 Carlo Vassalli, vicepresidente ACT; don Francesco Viganò,
 già direttore Istituto Elvetico, Lugano; don Ernesto W. Volon­té,
  rettore Collegio Pio XII; Tiziana Zaninelli, docente, presi­dente Federazione Docenti Ticinesi

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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