Da: CdT 22.1.13 pag 11
Besso
La madre resta agli arresti
Prosegue a ritmo sostenuto l'inchiesta sul neonato abbandonato in via Montarina
La ventottenne, detenuta e in stato confusionale, sarà sottoposta a perizia medica
■ Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha confermato l'arresto della giovane madre del neonato trovato abbandonato in una busta di plastica e in un grave stato di ipotermia, mercoledì scorso da una pattuglia della Polizia comunale di Lugano all'interno di un'auto posteggiata in via Montarina a Besso. La donna, 28 anni cittadina svizzera difesa dall'avvocato Olivier Ferrari, dopo essere stata fermata è stata visitata da uno psichiatra e si trova in una situazione di grande confusione dando segni evidenti di non aver ancora compreso la gravità del gesto compiuto. Proprio per questo motivo verrà con tutta probabilità sottoposta nei prossimi giorni a una perizia medica con l'obiettivo di comprendere se era in grado di intendere e volere al momento dei fatti e se soffra di qualche patologia o forma di depressione. Intanto l'inchiesta coordinata dalla PP Marisa Alfier prosegue a ritmo sostenuto. Tra le ipotesi di reato a carico della 28.enne, come noto, vi sono quelle di tentato omicidio e tentato infanticidio. Si tratta tuttavia di una vicenda difficile e insolita dal profilo giuridico per cui non si esclude che possa cambiare la fattispecie che si configurerà a dipendenza degli sviluppi della vicenda.
La donna in sede di interrogatorio aveva dichiarato di non aver avuto intenzione di fare del male al bimbo o di ucciderlo ma di voler solo nasconderlo, che non si sapesse della sua esistenza. E proprio sui motivi per cui la 28.enne abbia tentato in ogni modo di celare il proprio stato di ragazza madre si stanno ora concentrando gli inquirenti, ricostruendo il contesto sociale e familiare dell'imputata, il suo passato, le sue relazioni.
Tra le piste battute da polizia e magistratura - come anticipato sull'edizione di sabato - vi è anche quella religiosa. La giovane donna potrebbe infatti aver voluto celare la presenza del bimbo a familiari e conoscenti. In questo ambito non si esclude che possa aver subito pressioni importanti da parte di persone a lei vicine, legate alla fede e al fatto di essere una ragazza madre. Pressioni talmente insistenti da spingerla in un momento di spaesamento e forte disagio personale al grave atto d'incuria. Parallelamente resta però aperta anche una seconda ipotesi, quella della depressione postparto: la giovane avrebbe infatti dato alla luce il bimbo in totale autonomia senza ricorrere a nessuna forma di assistenza sanitaria. Dopo la nascita sarebbe tornata tranquillamente a lavorare, lasciando il bimbo incustodito.
Quest'ultimo, ritrovato in grave stato di ipotermia, era stato affidato dagli agenti di polizia alle cure dei sanitari della Croce Verde che avevano immediatamente provveduto a ricoverarlo al reparto di neonatologia dell'Ospedale Civico. Le sue condizioni di salute sono fortunatamente velocemente migliorate al punto che, già venerdì, il bebè era stato dichiarato fuori pericolo. Sul suo destino dovranno ora esprimersi i servizi sociali che ne decideranno l'eventuale affidamento. GI.M/GR

FUORI PERICOLO Il bebè trovato in grave stato di ipotermia è ora fuori pericolo. Sul suo destino dovranno esprimersi i servizi sociali. (Foto Keystone)
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