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Troppi minori in carcere

Da: Corriere del Ticino, 17.3.08, pag 12

<>Troppi minori in carcere
È urgente trovare nuovi spazi al Giudiziario


Il direttore Belotti lavora per evitare problemi da sovraffolla­mento. I ragazzi seguono tutti i giorni corsi scolastici interni


Le recenti operazioni di polizia, le ultime inchieste condotte dal Ministe­ro pubblico e dalla Magistratura dei mi­norenni hanno portato in detenzione preventiva al Giudiziario una vera e pro­pria ondata di ragazzi. Erano anni, for­se, che non finiva in carcere, in un bre­ve lasso di tempo,un così alto numero di giovani. Tutto in seguito ad una se­rie di gravi, alcuni gravissimi, episodi di violenza non legati fra loro. Adesso, l’applicazione della legge è diventata rigorosa e chi sbaglia, anche se ha una giovane età, finisce al fresco.
Improvvisamente, a livello di minori si è arrivati, al Giudiziario, ad una sorta di sovraffollamento.
I posti a disposizione – situati in un ap­posito comparto ricavato alla Farera – attualmente sono esauriti e perciò, ci spiega il responsabile
Mauro Belotti,
si sta pensando a misure alternative per ricavare nuovi spazi.
Una soluzione potrebbe essere quella di intervenire al quarto piano della co­struzione dove sono state realizzate le cinque celle dell’alta sicurezza (riser­vate ai detenuti che devono essere sot­toposti ad un regime particolare con­siderata la loro pericolosità):celle, que­ste ultime, che non sono state ancora utilizzate per lo scopo per cui sono sta­te realizzate e che attualmente ospita­no le donne prevenute o in espiazione anticipata della pena (alla Stampa è sta­ta chiusa la sezione femminile) in atte­sa di processo. Queste ultime, una vol­ta
giudicate, se hanno ricevuto una pe­na contenuta da scontare vengono tra­sferite al carcere aperto di Torricella­Taverne: in caso di una lunga condan­na, scatta il trasferimento in un peni­tenziario della Svizzera interna.
Le celle riservate all’alta sicurezza (ed attualmente occupate dalle donne) hanno una caratteristica:sono in prati­ca dei doppi locali.
Alla cella, sostanzialmente, è affianca­to un atelier dove coloro che non pos­sono condividere l’ora d’aria con altri compagni di pena hanno la possibilità di svolgere un’attività.
Per ora, spiega Mauro Belotti, l’alta si­curezza non è ancora entrata in fun­zione: per prima cosa perché non vi è stata la necessità. In secondo luogo, per poter far partire un delicato servi­zio di questo tipo, è necessario del per­sonale specializzato, le cui conoscen­ze
e competenze vanno oltre la scuo­la normale per guardie svolta da colo­ro che vogliono diventare agenti di cu­stodia al penitenziario cantonale o al Giudiziario. Ma torniamo agli ospiti minorenni.
Questi ragazzi, grazie ad un’iniziativa voluta anche da Mauro Belotti, posso­no partecipare, quotidianamente, alla formazione per minorenni. Grazie al­l’ Ufficio della formazione professiona­le, spiega il nostro interlocutore, sono stati organizzati dei corsi scolastici du­rante tutto l’arco della settimana al mat­tino. A questo proposito un gruppo di sette docenti, prosegue, entrano in car­cere e tengono ai minori in questione lezioni di matematica, di tedesco, di ginnastica, di informatica, cultura gene­rale ed economia domestica, perché nel comparto per i minorenni è stata installata anche una piccola cucina.
I ragazzi per quattro ore al mattino han­no la possibilità di seguire regolarmen­te dei corsi scolastici. Così facendo que­sti giovani, che altrimenti, eccettuata l’ora d’aria, dovrebbero trascorrere 23 ore in cella, hanno la possibilità di mi­gliorare le loro conoscenze durante il periodo del carcere preventivo. L’ini­ziativa ha potuto decollare, sottolinea il direttore del Giudiziario, grazie an­che alla disponibilità ed alla collabora­zione di Mauro Broggini, docente, che ha contribuito ad organizzare ed a pia­nificare l’importante programma. Gli insegnanti, continua Mauro Belotti, ar­rivano ogni giorno ad insegnare ai ra­gazzi pure durante i periodi di vacan­ze (durante l’estate, le feste natalizie e pasquali). Il loro, sottolinea, è un ottimo lavoro, apprezzato anche dai giovani fi­niti in carcere e che non restano così ad oziare in cella.
e.ga.




FORMAZIONE In carcere arrivano i do­centi.
(fotogonnella)

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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