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Il direttore Belotti lavora per evitare problemi da sovraffollamento. I ragazzi seguono tutti i giorni corsi scolastici interni
Le recenti operazioni di polizia, le ultime inchieste condotte dal Ministero pubblico e dalla Magistratura dei minorenni hanno portato in detenzione preventiva al Giudiziario una vera e propria ondata di ragazzi. Erano anni, forse, che non finiva in carcere, in un breve lasso di tempo,un così alto numero di giovani. Tutto in seguito ad una serie di gravi, alcuni gravissimi, episodi di violenza non legati fra loro. Adesso, l’applicazione della legge è diventata rigorosa e chi sbaglia, anche se ha una giovane età, finisce al fresco.
Improvvisamente, a livello di minori si è arrivati, al Giudiziario, ad una sorta di sovraffollamento.
I posti a disposizione – situati in un apposito comparto ricavato alla Farera – attualmente sono esauriti e perciò, ci spiega il responsabile Mauro Belotti,
si sta pensando a misure alternative per ricavare nuovi spazi.
Una soluzione potrebbe essere quella di intervenire al quarto piano della costruzione dove sono state realizzate le cinque celle dell’alta sicurezza (riservate ai detenuti che devono essere sottoposti ad un regime particolare considerata la loro pericolosità):celle, queste ultime, che non sono state ancora utilizzate per lo scopo per cui sono state realizzate e che attualmente ospitano le donne prevenute o in espiazione anticipata della pena (alla Stampa è stata chiusa la sezione femminile) in attesa di processo. Queste ultime, una volta giudicate, se hanno ricevuto una pena contenuta da scontare vengono trasferite al carcere aperto di TorricellaTaverne: in caso di una lunga condanna, scatta il trasferimento in un penitenziario della Svizzera interna.
Le celle riservate all’alta sicurezza (ed attualmente occupate dalle donne) hanno una caratteristica:sono in pratica dei doppi locali.
Alla cella, sostanzialmente, è affiancato un atelier dove coloro che non possono condividere l’ora d’aria con altri compagni di pena hanno la possibilità di svolgere un’attività.
Per ora, spiega Mauro Belotti, l’alta sicurezza non è ancora entrata in funzione: per prima cosa perché non vi è stata la necessità. In secondo luogo, per poter far partire un delicato servizio di questo tipo, è necessario del personale specializzato, le cui conoscenze e competenze vanno oltre la scuola normale per guardie svolta da coloro che vogliono diventare agenti di custodia al penitenziario cantonale o al Giudiziario. Ma torniamo agli ospiti minorenni.
Questi ragazzi, grazie ad un’iniziativa voluta anche da Mauro Belotti, possono partecipare, quotidianamente, alla formazione per minorenni. Grazie all’ Ufficio della formazione professionale, spiega il nostro interlocutore, sono stati organizzati dei corsi scolastici durante tutto l’arco della settimana al mattino. A questo proposito un gruppo di sette docenti, prosegue, entrano in carcere e tengono ai minori in questione lezioni di matematica, di tedesco, di ginnastica, di informatica, cultura generale ed economia domestica, perché nel comparto per i minorenni è stata installata anche una piccola cucina.
I ragazzi per quattro ore al mattino hanno la possibilità di seguire regolarmente dei corsi scolastici. Così facendo questi giovani, che altrimenti, eccettuata l’ora d’aria, dovrebbero trascorrere 23 ore in cella, hanno la possibilità di migliorare le loro conoscenze durante il periodo del carcere preventivo. L’iniziativa ha potuto decollare, sottolinea il direttore del Giudiziario, grazie anche alla disponibilità ed alla collaborazione di Mauro Broggini, docente, che ha contribuito ad organizzare ed a pianificare l’importante programma. Gli insegnanti, continua Mauro Belotti, arrivano ogni giorno ad insegnare ai ragazzi pure durante i periodi di vacanze (durante l’estate, le feste natalizie e pasquali). Il loro, sottolinea, è un ottimo lavoro, apprezzato anche dai giovani finiti in carcere e che non restano così ad oziare in cella. e.ga.
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