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Prima infanzia, la Svizzera tra gli ultimi. Sistema scolastico elvetico uno dei più ingiusti

Da: La regione, 5.4.08, pag 6

Prima infanzia, la Svizzera tra gli ultimi
La Commissione svizzera per l’Unesco: il ritardo fa sì che il sistema scolastico elvetico sia uno dei più ingiusti


Berna – La Svizzera trascura l’edu­cazione della prima infanzia e di conse­guenza il sistema di formazione elveti­co è fra i più ingiusti. Uno studio nazio­nale appena lanciato dalla Commissio­ne svizzera per l’Unesco dovrà stabilire un piano d’azione per ovviare a questa lacuna.
Lo studio, diretto da Margrit Stamm, professore di scienze dell’educazione all’Università di Friburgo, dovrà stu­diare la situazione nelle tre regioni lin­guistiche dal profilo scientifico, educa­tivo e sociale, valutare i risultati nel confronto internazionale nonché indi­care settori di intervento concreti. I ri­sultati della ricerca, finanziata con il sostegno di cinque grandi fondazioni svizzere (Fondazione Avina, dalla Fon­dazione
Ernst Göhner, dalla Fondazio­ne Gebert Rüf, dalla Fondazione Jacobs e dalla Fondazione Mercator Svizzera), saranno resi noti il prossimo anno.
In Svizzera l’origine sociale condi­ziona il successo scolastico più dell’in­telligenza o dell’impegno, indica la Commissione in un comunicato basan­dosi sullo studio Pisa. Le pari opportu­nità non vengono quindi rispettate. L’e­ducazione della prima infanzia è un fattore chiave per i futuri successi nello studio e nella vita e contribuisce a eli­minare le differenze di partenza, affer­ma la commissione.
La Svizzera invece è uno dei pochi paesi nei quali i bambini sotto i sei anni vengono ancora educati e istruiti senza un programma coerente. Dal
punto di vista finanziario, la Confede­razione, ad esempio, investe solo un quarto rispetto alla Danimarca nell’e­ducazione della prima infanzia e meno della metà della Germania o della Sve­zia. La partecipazione dei bambini in età inferiore a cinque anni a program­mi prescolastici è aumentata dal 55 al 65% nello spazio europeo negli anni dal 1999 al 2003, in Svizzera è salita solo dal 20 al 23%.
Le disparità fra le regioni linguisti­che sono notevoli. Contrariamente alla Svizzera tedesca, in Ticino e in Roman­dia tra l’80 e il 90% dei bambini di età inferiore ai cinque anni frequenta un programma prescolastico. In Ticino, anche se l’asilo non è obbligatorio fino al quinto anno di età, quasi tutti i bam­bini
lo frequentano già a partire dai tre anni, ha sottolineato la consigliera na­zionale ticinese Chiara Simoneschi­Cortesi.
L’obiettivo della Commissione è di integrare l’educazione della prima in­fanzia a lungo termine nella società, nella politica e nella scienza, precisa il comunicato. Oltre a Simoneschi-Corte­si, una quindicina di consiglieri nazio­nali e agli stati sostengono questa vi­sione. Nei paesi all’avanguardia nel settore dell’educazione della prima in­fanzia, come l’Inghilterra, la Svezia e la Nuova Zelanda. Non ci sono soltanto programmi di educazione per tutto il settore prescolastico, ma esistono an­che importanti centri di ricerca, rivela ancora la Commissione.
ATS




KEYSTONE
Grosse disparità tra regioni linguistiche
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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