Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

Piccole grandi mutazioni domestiche, di Michele Fazioli

Da: CdT 25.3.13 pag 4

Fogli al vento

di Michele Fazioli
Piccole grandi mutazioni domestiche

Una recente in­dagine sociologica europea rivela che la famiglia è mes­sa male. E dire che è la cellula primaria del con­sorzio umano, è la comunione di un uomo e di una donna cui è affi­data la sublime potenzialità di gene­rare la vita. Ma le statistiche sono cru­deli, quasi insolenti.
Un matrimonio su tre fallisce. Anche da noi. Nelle classi scolastiche delle aree urbane della Svizzera la maggio­ranza degli allievi appartiene a fami­glie monoparentali (un genitore non vive più in casa o è assente del tutto) oppure fa parte di gruppi familiari allargati, con pezzi di nuclei di matri­moni precedenti, figli di prima, figli di dopo, nuovi mariti o mogli o compa­gni. Ma anche la famiglia classica (padre e madre con i figli) subisce mutazioni sostanziali, laddove dimi­nuisce vertiginosamente il numero delle madri cosiddette casalinghe, cioè che restano a casa a occuparsi dei figli e dell'economia domestica. E aumenta invece il numero delle famiglie in cui marito e moglie lavorano entrambi, per necessità ma anche per libera vo­
cazione. Cambia in fretta anche la forma contrattuale del legame fami­liare: ai matrimoni classici si aggiun­gono, in rapidissima crescita, le convi­venze: quelle non codificate e quelle formalizzate in una formula di parte­nariato. Qui è intervenuta anche la parificazione fra coppie etero e coppie omosessuali. E il matrimonio vero e proprio fra omosessuali sembra ormai dietro l'angolo, con il problema poi coesistente delle eventuali adozioni di figli. Insomma, la famigliola di una volta (papà lavoratore, mamma casa­linga, quattro nonni anch'essi sposati da sempre una sola volta) sta svapo­rando. Le cose stanno così. Qui si trat­ta di prenderne atto, non di moraliz­zare. È un fenomeno in divenire e sot­to gli occhi di tutti. Naturalmente prenderne atto non significa rinuncia­re a un giudizio. Io per esempio credo che il declino della famiglia classica sia una perdita gravissima. Allo stesso tempo credo anche che la società deb­ba trovare i modi sociali per accoglie­re e organizzare in modo funzionale e integrato le nuove realtà familiari. Le famiglie monoparentali e quelle in cui i genitori lavorano entrambi richiedo­no per esempio strutture mirate come asili nido e doposcuola. Per sintetizza­re: siamo dentro un rivolgimento di società che nei suoi effetti (temo anche negativi) è ben più importante, che so, di quello tecnologico. Saperlo gestire positivamente (assicurando spazio e diritti alle forme tradizionali ma ac­cogliendo e aiutando tutte le altre for­me) appartiene alla sapienza della vera politica. Intanto, dobbiamo cor­rere a rinnovare il linguaggio. «Mari­to» e «moglie» non riguardano più necessariamente uomo e donna (su un settimanale un intellettuale ma­schio parlava del suo ménage con un altro uomo, chiamato più volte «mio marito»). Il convivente lo si chiama spesso fidanzato (invece una volta per noi il fidanzamento era il tempo prov­visorio nell'attesa del matrimonio). Qualcuno usa «amico/a», ma il termi­ne è generico, ognuno di noi ha molti amici. Alla fine si tende a usare «compagno/a», che può andare bene: ma viene da sorridere se pensiamo che pochi decenni fa esistevano il compa­gno Stalin e il compagno Peppone ma non il compagno o la compagna con cui bere insieme il caffelatte ogni mat­tina. E dobbiamo aggiornarci in fretta sulle situazioni nuove. Un tale raccon­ta: «I miei genitori vivevano uno per l'altro, si adoravano e si sono chiama­ti amore e tesoro fino al loro divorzio.» Oppure ecco un nuovo grido domesti­co: «Caro, i tuoi figli e i miei figli stan­no picchiando i nostri figli!».



Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Commenti

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori