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I genitori non affidatari: ‘Vogliamo essere presenti nell'educazione dei nostri figli'

Da: La regione, 14.06.08, pag 5

Sì alla possibilità di sanzionare anche finanziariamente i genitori che non di­mostrano di occuparsi in maniera ade­guata dei propri figli. La proposta, una delle trenta formulate dal gruppo "Giova­ni- Violenza-Educazione" coordinato dal pp Antonio Perugini, viene sostenuta dal­l'Associazione ticinese genitori non affi­datari. Con un lungo e articolato comuni­cato l'Agna, per la penna del suo presi­dente Riccardo Kuebler, prende dunque posizione sul primo rapporto elaborato, e presentato martedì alla stampa, dalla commissione incaricata dal governo di radiografare il fenomeno della violenza giovanile in Ticino e di proporre delle contromisure.
Come associazione di genitori non affi­datari « teniamo a sottolineare la nostra volontà a essere presenti nell'educazione dei nostri figli e il nostro impegno nel pro­muovere una genitorialità più responsabi­le, per questo abbiamo però bisogno del­l'aiuto dello stato ». Perché, sostiene anco­ra l'Agna, « è difficile svolgere il proprio ruolo di genitore se lo stato medesimo ce ne priva e addirittura si vuole sostituire al ge­nitore assente (curatori, istituti ecc.) ». L'as­sociazione ricorda al riguardo che in caso di divorzio, la prassi « in Ticino e in buona
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» è quella di togliere l'autorità parentale a uno dei due genito­ri: nel nostro cantone ciò « avviene nel 95% dei casi nei confronti del padre ». Que­sto, sostiene l'Agna, « è un segnale molto forte per i minori, si dice loro a chiare lette­re: "Non hai più un padre"; ed è un segna­le forte anche nei confronti dei genitori: "Non devi più occuparti dei tuoi figli, sei esonerato da questo compito" ».
L'associazione perseguirà quindi « nel­la richiesta dell'autorità parentale con­giunta e dell'affidamento condiviso, ossia della difesa dei diritti dei fanciulli a una ampia e serena relazione con entrambi i genitori ». Non solo: continuerà a « diffon­dere una maggiore coscienza per la pro­pria responsabilità di genitori, per esem­pio con le serate di formazione che organiz­ziamo regolarmente ». Inoltre « promuove­remo un maggiore impegno dei padri, quale figura attualmente piuttosto assen­te, ma anche latitante, nell'educazione dei fanciulli: ci sono infatti parecchi padri ai quali viene, in un modo o nell'altro, impe­dito di occuparsi della prole ma ci sono purtroppo anche padri che rinunciano alla loro responsabilità di genitore, sem­plicemente per questioni di comodo e di egoismo ».

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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