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Sì alla possibilità di sanzionare anche finanziariamente i genitori che
non dimostrano di occuparsi in maniera adeguata dei propri figli. La
proposta, una delle trenta formulate dal gruppo "Giovani-
Violenza-Educazione" coordinato dal pp Antonio Perugini, viene
sostenuta dall'Associazione ticinese genitori non affidatari. Con un
lungo e articolato comunicato l'Agna, per la penna del suo presidente
Riccardo Kuebler, prende dunque posizione sul primo rapporto elaborato,
e presentato martedì alla stampa, dalla commissione incaricata dal
governo di radiografare il fenomeno della violenza
giovanile in Ticino e di proporre delle contromisure.
Come associazione di genitori non affidatari «
teniamo a sottolineare la nostra volontà a essere presenti
nell'educazione dei nostri figli e il nostro impegno nel promuovere
una genitorialità più responsabile, per questo abbiamo però bisogno
dell'aiuto dello stato
». Perché, sostiene ancora l'Agna, «
è difficile svolgere il proprio ruolo di genitore se lo stato
medesimo ce ne priva e addirittura si vuole sostituire al genitore
assente (curatori, istituti ecc.)
». L'associazione ricorda al riguardo che in caso di divorzio, la prassi «
in Ticino e in buona
parte della Svizzera
» è quella di togliere l'autorità parentale a uno dei due genitori: nel nostro cantone ciò «
avviene nel 95% dei casi nei confronti del padre
». Questo, sostiene l'Agna, «
è un segnale molto forte per i minori, si dice loro a chiare
lettere: "Non hai più un padre"; ed è un segnale forte anche nei
confronti dei genitori: "Non devi più occuparti dei tuoi figli, sei
esonerato da questo compito"
».
L'associazione perseguirà quindi «
nella richiesta dell'autorità parentale congiunta e
dell'affidamento condiviso, ossia della difesa dei diritti dei
fanciulli a una ampia e serena relazione con entrambi i
genitori
». Non solo: continuerà a «
diffondere una maggiore coscienza per la propria responsabilità
di genitori, per esempio con le serate di formazione che organizziamo
regolarmente
». Inoltre «
promuoveremo un maggiore impegno dei padri, quale figura
attualmente piuttosto assente, ma anche latitante, nell'educazione dei
fanciulli: ci sono infatti parecchi padri ai quali viene, in un modo o
nell'altro, impedito di occuparsi della prole ma ci sono purtroppo
anche padri che rinunciano alla loro responsabilità di genitore,
semplicemente per questioni di comodo e di egoismo
».
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