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14enne picchiato per uno sguardo

Da: La regione, 17.05.08, pag 23

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Aggredito senza motivo da un coetaneo già identificato e denunciato. Il direttore: ‘Episodio isolato'

«Cos'hai da guardare?». Sem­bra sia stata più o meno questa l'espressione scatenante, poi se­guita da uno sguardo equivocato e caricato di chissà quali minac­ciosi significati, a spingere un quattordicenne della terza Media di Besso all'inspiegabile aggres­sione di un coetaneo della secon­da Media di Massagno.
Un'aggressione gratuita, sen­za motivo, tanto rapida e violenta quanto inaspettata, che poteva avere conseguenze peggiori. La vittima, un allievo di seconda che stava rientrando in sede con i compagni di classe e il docente dopo una lezione di ginnastica al­l'aperto, si sarebbe reso ‘colpevo­le' di uno sguardo a quel suo coe­taneo che nemmeno conosceva e a quel punto ne ha subìto il fero­ce attacco: pugni allo stomaco e al volto. Il ragazzo aggredito è tornato regolarmente in classe, ma il suo volto pallido ha spinto il docente a intervenire e così il giovane è stato consegnato ai ge­nitori che lo hanno portato dal medico e hanno denunciato l'epi­sodio alla polizia, come indicato loro dalla scuola. Il ragazzo ha subìto una lieve frattura alla mandibola e un inizio di commo­zione cerebrale e fortunatamen­te, dopo una notte in osservazio­ne trascorsa all'ospedale Civico, ha potuto essere dimesso senza gravi conseguenze.
Sull'episodio ora indaga la Ma­gistratura dei minorenni che nei confronti dell'aggressore ha aper­to un'inchiesta penale per lesioni. Ieri la scuola Media di Massagno sulla vicenda ha inviato una co­municazione alle famiglie. «Sono stato in tutte le classi e ho spiegato quanto è accaduto» - fa sapere il direttore delle Medie di Massa­gno, Corrado Arigoni che invita comunque a non amplificare il caso. «Si tratta fortunatamente di un episodio isolato e non è ascrivi­bile al fenomeno del bullismo, vi­sto che i due ragazzi non si cono­scevano » - osserva il responsabile della sede, che sottolinea come
«quotidianamente lavoriamo sul tema della violenza, cercando di prestare la massima attenzione. Ho spiegato agli allievi che devono sapere che quando uno mette le mani addosso a qualcun altro per­de tutte le ragioni e deve essere de­nunciato, sia alla famiglia, sia alla scuola, e inoltre che non biso­gna raccogliere provocazioni».
Sull'aggressione ieri è interve­nuta l'Assemblea dei genitori del­le scuole medie Lugano 2 (Besso) che in una breve segnalazione ai quotidiani e al Dipartimento del­l'educazione, della cultura e dello sport definisce grave e increscio­so l'episodio di pestaggio e chiede alle autorità che sulla vicenda siano adottati severi provvedi­menti.
TI- PRESS
C'è l'operatore di prossimità

Intanto a Massagno da un mese e mezzo è attivo un operatore di prossimità rivolto ai giovani. Si tratta di Emanuele Frei, 32 anni, psicologo, assunto dal Comune al 30% e per il resto del tempo impe­gnato a Villa Argentina. È certa­mente presto per un bilancio, ma quali sono i progetti in campo?
«Per ora si è trattato soprattutto di entrare in contatto con enti e asso­ciazioni presenti nel territorio. In­tendo conoscere dapprima le realtà del territorio. L'obiettivo in questo momento è quello di sondare il bi­sogno di ampliamento delle offerte nell'ambito del tempo libero. A questo proposito ho stabilito con­tatti con Claudio Chiapparino, re­sponsabile del dicastero giovani ed eventi della Città di Lugano, con cui fra l'altro a settembre c'è in pro­getto di realizzare una ricerca sul­le tematiche giovanili». G.G.




‘Quotidianamente lavoriamo sul tema della violenza'

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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