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Morte in carcere, inchiesta archiviata

Da: La regione 31.12.10 pag 7

Morte in carcere, inchiesta archiviata

‘Solo’ una serie di errori nel decesso di Skander Vogt

ATS

Losanna – L’inchiesta inerente al decesso di un detenuto al penitenziario di Bochuz (Vaud) in marzo è sfociata in un non luogo a procedere. Vi sono stati degli errori, ma nulla di rilevanza penale può essere rimproverato al personale medico, ai guardiani e alla direttrice di picchetto quella notte.

Skander Vogt, uno svizzero di 30 anni con una personalità «profondamente turbata» detenuto nel reparto di alta sicurezza, era morto per asfissia l’11 marzo dopo aver dato fuoco al suo materasso. I guardiani spensero le fiamme ma lo spostarono solo 90 minuti più tardi.

Per il giudice istruttore Daniel Stoll, «in nessun momento» vi è stata l’intenzione di lasciar morire il detenuto. È stata commessa una serie di errori, ma l’omicidio colposo è fuori questione.

L’avvocato della sorella di Vogt, Nicolas Mattenberger, farà ricorso. «È un po’ una pagliacciata: il giudice istruttore riconosce che vi sono stati degli errori ma discolpa tutti» , ha dichiarato all’Ats il legale, secondo cui vi erano elementi sufficienti per rinviare il dossier a un tribunale indipendente.

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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