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Pari opportunità anche negli affetti

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di un nostro simpatizzante della vicina Italia

Ciao a tutti. Sono mesi che sto portando avanti una mediazione familiare difficile e al momento ancora non so dove mi/ci porterà... Provo un sentimento di disorientamento, non avendo ancora iniziato il percorso che ogni giorno di piu' mi sembra come ineluttabile e predestinato, un percorso fatto di dolore, in primo luogo per mio figlio, che ancora non sa nulla di cio' che potrebbe essere.... Ma non voglio, ora che ho ancora la lucidità necessaria per vedere oltre la mia personale situazione ancora tutta in divenire, scrivere qui di me... Sono semplicemente uno dei tanti, con una storia uguale a quelle di tanti altri/altre....

Credo pero' sempre piu' che i tempi siano maturi per tutte le parti sociali, padri e madri, donne e uomini, che vogliono veramente vivere con dignità il loro rapporto con i loro figli, di dire ... basta..... voi non ci rappresentate più... Quella parte anche se "piccola" di società che noi incarniamo DEVE alzare la testa, donne e uomini insieme, magari divisi perche' l'amore e' finito, ma uniti nel voler vedere rispettato quello che "grano salis" sembrerebbe una banalità... poter voler bene ai prori figli avendone la possibilità nel loro quotidiano...

E' evidente che Fabrizio (Per maggiori informazioni sul caso di Fabrizio leggi a questo link) ha tutta la mia solidarietà, ma in definitiva oltre a non sentirsi solo che cosa se ne fa? Che cosa ce ne facciamo noi, madri e padri? Sono sempre piu' convinto che sia un errore aspettare che la "legge" (o una sua equa interpretazione) cada dall'alto come un deux ex machina. Non arriverà mai nessuno in nostro soccorso, non ci sarà mai nessuno che possa modificare ciò che vediamo oggi....

Che fare allora? Come riuscire a rompere questo schema sociale, economico, fatto di interessi forti e di consuetudini consolidate e supinamente accettate? Lo sciopero della fame è una strada che anch'io mi sono riproposto come estrema ratio, ma come possiamo vedere sembra che fino ad ora non abbia sortito alcun sostanziale effetto. E poi anche se un giudice si prendesse la briga di risolvere il "caso" di Fabrizio, quanti altri ancora vivono lo stesso calvario? Se allora non puo' essere di tutela la legge e il tribunale che cosa puo' cambiare questo stato di cose?

Credo sempre piu' che la risposta DEBBA essere una presa di coscienza sociale da parte della società stessa che i tempi sono cambiati, che gli attori, madri e padri e figli, meritano piu' rispetto e piu' tutela di quanto sia stato fatto fino ad ora. Credo, e non avete idea di quanto mi faccia piacere, che donne e uomini, non solo uomini ma anche donne, di buona volontà vogliono ora e adesso le stesse cose: avere pari opportunità negli affetti come nel lavoro e nella vita... Contiamoci perchè secondo me siamo tanti, provenienti da mondi diversi, da diverse realtà, ma in definitiva vogliamo le stesse cose. Qui, mi sembra, non si tratta piu' di pochi "padri sfigati", qui e' in gioco molto di piu' ....la DIGNITA' dell' essere umano..... Luca Cuomo

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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