Da: Il Caffé, 15.06.08
Polemiche dopo la proposta del “coprifuoco” per i minori
No allo stato
baby-sitter!
Libero D’Agostino e Ezio Rocchi Balbi
| Un coprifuoco che scotta. La proposta del gruppo di lavoro contro la violenza giovanile di vietare ai minorenni di uscire la sera da casa dopo una certa ora, se non acompagnati da un parente adulto, pare fatta apposta per accendere le polemiche. "Un'ingerenza eccessiva dello Stato nella vita delle famiglie e nell'educazione dei figli" dice Renzo Galfetti, noto penalista assai attento alla difesa dei diritti individuali. "Una misura che non ha senso" rincara Matteo Ferrari, presidente dela Conferenza cantonale dei genitori. "Un provvedimento molto forte e incisivo" chiosa invece l'ex giudice federale Emilio Catenazzi. Tanto forte da spaccare lo stesso gruppo di lavoro nominato dal Cantone, incisivo al punto da scontrarsi con la tutela dei diritti costituzionali e persino col buonsenso, come sostengono le voci più critiche. Il direttore del dipartimento Istituzioni, Luigi Pedrazzini, fiutando odor di polemiche, presentando le misure suggerite dal gruppo si era premurato di precisare che talune proposte erano da considerarsi "provocazioni" per sollevare il dibattito. Scartavetrando la "provocazione" c'è chi rileva che in un cantone turistico come il Ticino è davvero ridicolo pensare di vietare ai minorenni di uscire da soli la sera: "E che si fa? Si lasciano i ragazzi chiusi in albergo o li si accompagna a mangiare la pizza con la morosina che hanno conosciuto in spiaggia? - s'ironizza -. E se un genitore ritiene suo figlio più che maturo per uscire da solo, gli andiamo a spiegare che qui da noi i suoi standard di maturità non valgono?" Ma dietro i paradossi di una misura di sicurezza a doppio taglio, l'avvocato Galfetti nota anche una china pericolosa: "L'educazione dei figli è responsabilità della famiglia e non dello Stato. Questa idea mi ricorda tanto i tempi e l'etica di un certo proibizionismo. Di questo passo sarà lo Stato a dirci anche come vestirli e pettinarli. Un'invasività che erode non solo la libertà dei genitori ma quella di tutti noi. Si sta picconando il principio della responsabilità individuale". Critico anche Ferrari, secondo cui il coprifuoco non avrebbe per di più una valenza pedagogica per i giovani. "Non va dimenticato, inoltre - ricorda - che è in consultazione una proposta del dipartimento Istituzione di segno opposto, per estendere sino alle 23 il permesso ai minori di frequentare da soli gli esercizi pubblici. L'attuale limite alle 21 non è più adeguato. La società è cambiata, per cui bisogna trovare un compromesso". Sul valore pedagogico del divieto anche Galfetti nutre forti perplessità: "Come messaggio educativo è catastrofico. Difatti, si dice ai ragazzi: tutto ciò che non è proibito è lecito". Dal profilo costituzionale i dubbi per un divieto generalizzato non mancano di certo; al limite il provvedimento potrebbe giustificarsi per determinati ragazzi che hanno avuto già problemi con la giustizia. "Sulla costituzionalità o meno si può discutere - dice Catenazzi-. Molto dipende anche dall'ora in cui scattterebbe il divieto. Inoltre, ci si potrebbe appellare anche al fatto che vigilare sulla nostra gioventù è compito non solo delle famiglie e della scuola, ma anche dello Stato, a cui spetta anche la tutela dell'ordine pubblico. Quindi, ci potrebbe essere un interesse pubblico a sostegno di questo divieto". Interesse pubblico, ecco il grimaldello, secondo Galfetti, con cui scardinare la libertà individuali: " Lo si è fatto già in passato con altre misure, ponderando di volta in volta questo interesse con la tutela della libertà di tutti noi, libertà che ne sta uscendo sempre a pezzi". Insomma non è facile conciliare ordine, sicurezza e libertà personali, una triade che in tempi dominati da paure, percepite o reali, tende a sbilanciarsi inevitabilmente su misure sempre più restrittive. |
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