Da: Caffé della domenica, 30.03.2008
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La seduzione |
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Sarà l’aspetto e l’atteggiamento sempre più giovanile, sia degli uomini, sia delle donne, che non permette più di identificare anagraficamente l’età esatta di entrambi, fatto sta che le coppie divise largamente dalla data di nascita non sembrano più così rare e bizzarre. Ai vent’anni di differenza tra l’intraprendente giovanotto e l’affascinante signora, o tra il maturo manager e la biondo-morettina di turno, ormai non fa più caso nessuno. Un po’ come se lo scarto generazionale, in materia sentimentale, fosse stato “sdoganato” e ammesso nel salotto buono della vita comune. Sicuramente è cosa più che accettabile nel mondo della celluloide, ma non può essere una coincidenza che contemporaneamente siano in sala due film, come “Parlami d’amore” e “Scusa ma ti chiamo amore” che non si limitano ad avere la parola “amore” nel titolo. Per quanto destinati ad un pubblico giovanilista entrambi, infatti, vedono due storie che coinvolgono un ragazzo a lezione di seduzione da una 40enne glamour e disinibita, e un uomo fatto come Raoul Bova che si fa intortare da una liceale che fino a ieri per maturità intendeva solo l’esame finale... Il cinema non ha mai lesinato su storie analoghe, ma nel classico “Lolita” di Kubrik o nel torbido “Così come sei” con Mastroianni coinvolto dalla giovanissima Nastassja Kinski le storie trasmettono un senso di pericolo, di distruzione imminente. Nei film di Moccia e Muccino, invece, tutto è così apparentemente “normale”, con la barriera imposta dall’età sgretolata dallo stile di vita attuale. “In realtà la seduzione non ha mai avuto età, come la storia d’amore, di sentimenti non la prevede - commenta la psicoterapeuta Linda Rossi -. Ma esistono ancora differenze enormi. È vero che tra un uomo e una giovinetta vent’anni non fanno differenza, e nessuno ci fa più caso, ma per la donna non è così. La donna matura, se si accompagna al ragazzo, è vista come uno stereotipo, è ancora giudicata male e se va in giro a fare la ragazzina, vestendosi, truccandosi e comportandosi da teenager è peggio ancora”. La sessuologa luganese, però, è pronta a riconoscere che, mentre gli uomini hanno sempre potuto contare sul “vantaggio” del fascino dell’età matura, sono le donne ad aver incrementato nettamente le loro doti di sexy appeal. “Già nei romanzi ottocenteschi il ruolo dell’iniziatore è ad appannaggio dell’uomo, ma è vero che ora le donne sono seducenti e seduttive - spiega la psicoterapeuta -. Ma se una donna è realista sa distinguere tra la storia d’amore e l’amore della vita. Del resto le donne hanno tutto l’interesse ad essere realiste, e ho visto raramente love story con grandi differenze d’età dall’esito positivo”. Non è della stessa opinione Nella Martinetti che, una storia d’amore senza badare all’anagrafe non l’ha teorizzata ma vissuta. “Ho avuto una lunga storia con un partner di trent’anni più giovane di me, ed è stata una storia d’amore bella e importante - confida la popolare cantante ticinese -. Non ci siamo mai chiesti quanti anni avevamo perchè ci sentivamo comunque coetanei. Certo serve una buona dose di maturità, di intelligenza e soprattutto di allegria. Ma quella non mi è mai mancata”. Al di là della vicenda personale Nella Martinetti esclude che un rapporto sentimentale con una forte differenza d’età avvenga solo tra personaggi dello spettacolo, anzi a suo parere il fenomeno è più diffuso di quanto si pensi e forse ora le “strane coppie” non fanno nulla per nascondere il loro rapporto. “Conosco storie simili anche nella mia Brissago e non mi sembra abbiano suscitato questo clamore - aggiunge Martinetti -. Nel mio caso eravamo entrambi due artisti e visto che agli artisti si concede qualche originalità in più forse l’abbiamo sfruttato un po’ come un alibi, ma non è così raro tra le persona ‘normali’ perchè l’amore non ha età. Certo, gli anni passano, e prima o poi si vedono e si sentono...”. Non bisogna ricorrere alla letteratura, all”Educazione sentimentale” di Flaubert per imbattersi in storie d’amore che non guardano al certificato di nascita. È innegabile che molte storie pubbliche, quelle che rimbalzano sulle pagine patinate delle riviste gossipare, riguardano quasi sempre liaison con sbalzi generazionali che coinvolgono famose vip del mondo dell’enternainment, ereditiere o facoltosi quanto popolari capitani d’industria e magnati della finanza o della politica. In tutti questi casi balza all’occhio, in tutta la sua evidenza, la bellezza straripante del partner più giovane che non sempre corrisponde alle qualità estetiche dell’altro e il sospetto di motivi interesse sorge spontaneo. Più accettabile, invece, un rapporto analogo tra personaggi della cultura, tra intellettuali pure di diversa età ma nei quali si intuisce una sorta di affinità elettiva che sembra dissipare ogni dubbio. “Tutto molto vero, ma tutti i pregiudizi relativi alla differenza d’età sono ancora molto radicati, e non mi riferisco alla sola cultura del Ticino - aggiunge Linda Rossi -. Queste storie anagraficamente stonate sono molto più credibili in un film che nella realtà, anche perchè sul grande schermo una storia non si sa mai come va a finire. Ma se la stessa identica situazione capita alla vicina di casa...”. Insomma non è una questione di stile di vita, di etica o di morale; affrontare una relazione d’amore destinata a costruire un rapporto durevole, una famiglia, una vita intera sembra ancora un’illusione ben lontana dallo sdoganamento. “Siamo sinceri, sono storie di una élite - conclude la psicoterapeuta -. Parliamo di persone che se lo possono permettere, a tutti i livelli, e alla faccia della gente che li circonda”. |
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