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Giovani meno idealisti

Da: La Regione, 23.08.2008, pag 9

Giovani meno idealisti
Secondo un'inchiesta i valori dei 20enni non sono tuttavia cambiati molto negli ultimi 25 anni


Berna - Più materialisti, meno ideali­sti, i giovani subiscono gli effetti della competitività economica. È quanto risul­ta da un'inchiesta federale svolta per in­carico del Dipartimento federale della di­fesa ( Ddps) tra i giovani adulti del nostro Paese. « Lo spostamento verso destra nel­l'orientamento politico dei giovani è evidente » , secondo il sociologo Karl Hal­tiner.
Lo studio, presentato ieri a Berna, si basa su sondaggi rappresentativi di 2 mila Svizzeri di 20 anni, di entrambi i ses­si e di tutte le regioni del Paese, negli anni 1979, 1994 e 2003. Esso cerca di appurare se l'atteggiamento dei giovani e i loro va­lori siano cambiati in 25 anni nei confron­ti della famiglia, della scuola, delle scelte professionali e della politica.
Queste inchieste federali denominate ch- x sono subentrate nel 2000 agli esami pedagogici della reclute e sono state este­se alle ragazze e ai giovani di origine stra­niera.
Gli anni Settanta sono stati caratteriz­zati dagli effetti del maggio ‘ 68, gli anni Ottanta da movimenti alternativi e gli anni Novanta dalla fine della guerra fred­da, dalla globalizzazione e dall'inaspri­mento economico. Nel 2003, in pratica un giovane su quattro ha vissuto la disoccu­pazione, ha spiegato Haltiner, professore presso il Politecnico di Zurigo ( Ethz).
Nonostante questi cambiamenti, il tas­so di soddisfazione di fronte alle loro con­dizioni di vita è rimasto relativamente stabile, hanno rilevato - non senza sor­presa - i ricercatori. Si tratta di una con­statazione tanto più sorprendente in quanto l'inuguaglianza delle opportunità di fronte alla formazione e alle prospetti­ve professionali rimane forte. « Il livello di formazione dei genitori resta determinante per quello dei loro figli » , ha precisato la so­ciologa bernese Ruth Meyer Schweizer. Sul piano politico è stata osservata una sterzata a destra, con particolare atten­zione alla sicurezza materiale e all'iden­tità nazionale. Tuttavia, l'ecologia, la pace e l'uguaglianza dei sessi ( per le gio­vani) continuano a rappresentare ele­menti di mobilitazione.
Dal 2003 - sempre secondo Haltiner - nuovi studi mostrano che la sinistra gua­dagnerebbe punti tra i giovani. Ma il loro impegno nella vita politica resta modesto. Sono piuttosto propensi a reagire ai temi d'attualità, man mano che si presentano, sebbene il loro sostegno alla democrazia resti chiaro.
L'apertura della Svizzera all'Ue e alle organizzazioni internazionali ha invece subito una brusca battuta d'arresto e si è addirittura ridotta. Questa esigenza d'a­pertura era aumentata nel corso degli anni Ottanta, prima di raggiungere l'api­ce negli anni Novanta, per poi diminuire. Nel 1994, quattro giovani su dieci erano favorevoli all'apertura, contro due soltan­to nel 2003, quando essi erano addirittura meno, rispetto a 25 anni prima.
Anche la famiglia e il lavoro hanno gua­dagnato terreno. « Nel 2003, la relazione con i genitori svolgeva un ruolo ancora più importante che nel 1994 » , ha sottolineato Ruth Meyer Schweizer. In merito alla pri­ma scelta professionale, che resta deter­minante, la stessa avviene più tardi.
Nel 2003, un giovane di 20 anni su quat­tro era indeciso: 25 anni prima, lo era sol­tanto uno su sette. Al momento della scel­ta, l'importanza dei genitori precede quel­la della scuola e degli orientatori profes­sionali.
ATS




KEYSTONE
Giovani più materialisti

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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