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Genitori assoldano agenzie di detective per controllare i figli

Da: www.caffe.ch 31.08.2008

Genitori assoldano agenzie di detective per controllare i figli

‘Mio figlio beve,
lo faccio pedinare'
 

di Corrado Galimberti

"Quando capita che una ragazza di 14 anni chieda un passaggio in auto e poi si offra sessualmente a pagamento per far fronte ai capricci dello shopping, c'è qualcosa che non va". Giotto Alliata, investigatore privato, sembra uno che la sa lunga. Ne ha viste da quando ha scelto di fare il detective. Ma non sembra aver ancora superato lo shock ricevuto da quella ragazzina, che i genitori avevano deciso di far pedinare perché insospettiti dal suo modo di comportarsi in casa.

Il ricorso alle agenzie investigative da parte dei genitori per capire cosa facciano e chi frequentino i loro figli, in Ticino non è ancora un fenomeno come in altre realtà europee. Ma quanto scoperto dal Caffè, che ha contattato una decina di agenzie investigative in tutto il Cantone, non lascia adito a dubbi: da alcuni anni sempre più genitori chiedono agli investigatori privati di mettersi alle costole dei loro ragazzi per capire se hanno preso una brutta piega. "Il problema è che quando un genitore si rivolge a noi, spesso è già troppo tardi - continua Giotto Alliata -. Perché il figlio o la figlia si sono messi nei guai già da tempo E non è facile uscirne".

Quasi tutti gli investigatori contattati sono concordi nel riscontrare un enorme aumento nel consumo di alcool e il ricorso a vari tipi di droghe da parte di molti adolescenti. "Nove su dieci di quelli che devo pedinare fumano spinelli - assicura l'investigatore - e spesso molti passano alle droghe pesanti. Non parliamo poi dell'abuso di alcool tra ragazzi di 14 o 15 anni. Lei non lo immagina neppure".

Ben il trenta per cento dei casi che affronta l'agenzia "All Investigazioni" di Giotto Alliata riguarda casi di minori o giovanissimi che vivono ancora con i genitori. "Fino a cinque o sei anni fa sarebbe stato impensabile. Ma madri e padri preoccupati che spesso non sanno interpretare certi atteggiamenti dei figli o li sottovalutano, si rivolgono a me sempre più di frequente". 

Spesso ogni agenzia investigativa si ricava una nicchia, si specializza in un determinato campo - dalla classica infedeltà coniugale alle indagini commerciali, dal recupero crediti fino allo spionaggio industriale - e vi sono uffici investigativi in cui i casi di pedinamento e indagini su minori sono solo pochi all'anno. Ma sempre più detective si devono confrontare  con genitori preoccupati e disorientati. 

"Effettivamente negli ultimi tre o quattro anni sono aumentati i casi di sorveglianza dei minori - dichiara un investigatore luganese che preferisce mantenere l'anonimato -. E i sintomi che spingono un genitore a fare un certo passo sono sempre quelli: i ragazzi rincarano tardi la sera, sono sempre stanchi, hanno gli occhi arrossati, non vogliono dire dove vanno o chi frequentano. Così i genitori che se lo possono permettere chiedono aiuto". Identici per tutti i problemi riscontrati: abuso di alcool e droghe, frequentazione di cattive compagnie, piccoli furti. "Non di rado un genitore comincia a nutrire qualche sospetto perché da casa cominciano a mancare delle cose - continua il detective - . All'inizio non ci badano, poi denaro e oggetti di valore cominciano a mancare anche in casa di amici e parenti e allora capiscono". Certo non si tratta di delinquenti patentati, ma ce n'è quanto basta per sconvolgere la pace famigliare e far temere il peggio per il futuro dei figli.

"Di solito sono bravi ragazzi - assicura Valerio Ortelli, titolare di un'agenzia investigativa sino a pochi mesi fa. Ma si comincia con le cattive compagnie, e poi non si sa dove si va a finire". 

Più drastico Giotto Alliata: "Il timore è che l'abuso di alcool e droga spinga a comportamenti non solo trasgressivi, ma gravi di conseguenze. Ragazze che rubacchiano per avere i jeans all'ultimo grido, fumano, frequentano ragazzi più grandi, rimangono incinta a 15 anni e poi ricorrono all'aborto, me ne sono capitate. O ragazzi che si sono fatti di acidi e ora sono invalidi, ne conosco. Cose del genere, fino a pochi anni fa, non ne vedevo di certo con la frequenza con cui ne vedo oggi".

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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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