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Due bruciature di sigaretta (una sul braccio destro e l'altra sul petto), « alcuni lividi di colore blu-viola al braccio destro, zona mediale, di forma e dimensioni compatibili con delle dita », e due graffi di circa 2,5 centimetri l'uno, al collo e alla mandibola.
È questo il quadro clinico tracciato al reparto di pediatria dell'ospedale La Carità di Locarno sulla 14enne che giovedì scorso, nel pomeriggio, era stata aggredita da un gruppo di compagne di scuola fuori dalle Medie di Minusio, lungo il tragitto scuola-casa (cfr. laRegioneTicino di ieri). Un quadro clinico che nei graffi e nei lividi sembra poter rispecchiare il risultato di un "normale" alterco fra adolescenti, ma che per due dettagli, se così vogliamo definirli, dalla normalità si stacca. Il primo è dato dal fatto che sia gli aggressori, sia la vittima erano ragazze. Il secondo riguarda la doppia bruciatura di sigaretta. Che con tutta la buona volontà è difficile possa essere casuale e va quindi nel campo delle "sevizie" di cui parlava la lettera anonima giunvenerdì ta in redazione per denunciare il fattaccio, e firmata da un sedicente "genitore triste".
Col genitore vero della ragazza laRegioneTicino ha parlato ieri. Genitore che premette di non aver redatto lui quella lettera (« Veniva fatto riferimento a
delle molestie sessuali, ma la cosa non esiste proprio ») e comunica di aver deciso di denunciare la giovane autrice delle due ustioni.
L'uomo ripercorre la brutta avventura vissuta dalla figlia: « La vicenda pare sia nata per questioni di cuore e in questo senso credo che tutti, mia figlia compresa, debbano prendersi le proprie responsabilità. Ma da qui ad arrivare a ciò che è capitato ne passa. Ho saputo che, appena uscita da scuola, mia figlia è stata raggiunta da questo gruppo di ragazze che l'ha spintonata, graffiata, immobilizzata, e ustionata volutamente, per due volte, con la sigaretta, di cui una in pieno petto. Inoltre, le hanno messo una gomma americana fra i capelli. È successo poco lontano da casa nostra. Ho potuto confrontarmi con le ragazze, chiedendo loro chi fosse stato. La responsabile, una ragazzina, ha candidamente ammesso le sue colpe. Ho deciso di sporgere denuncia perchè è giusto che chi è arrivato a quel punto paghi ». La figlia, prosegue l'uomo, « non voleva più saperne di andare a scuola il venerdì mattina, per l'ultimo giorno di lezioni, e mi chiedeva anzi di trasferirla altrove da settembre. La scuola ci ha invece consigliato di farla rimanere perché certe situazioni vanno affrontate. Lo stesso faremo noi, che domani (oggi per chi legge, ndr.) siamo convocati in direzione per parlare delle misure disciplinari che verranno prese nei confronti dei colpevoli. Ci è stato proposto di incontrare i genitori dell'altra ragazza. Per quanto mi riguarda il confronto mi va benissimo. Potrebbe già succedere domani alle Medie. Penso che parlarsi sia la cosa giusta ». d.mar.
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