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Aggressione alle Medie di Minusio, parla il papà della vittima 14enne

Da: La regione, 27.06.08, pag 15

<>'Denuncia inevitabile'
Aggressione alle Medie di Minusio, parla il papà della vittima 14enne


Due bruciature di sigaretta (una sul braccio destro e l'al­tra sul petto), «
alcuni lividi di colore blu-viola al braccio destro, zona mediale, di forma e dimensioni compatibili con delle dita », e due graffi di cir­ca 2,5 centimetri l'uno, al col­lo e alla mandibola.
È questo il quadro clinico tracciato al reparto di pediatria dell'ospedale La Carità di Locar­no sulla 14enne che giovedì scor­so, nel pomeriggio, era stata ag­gredita da un gruppo di compa­gne di scuola fuori dalle Medie di Minusio, lungo il tragitto scuola-casa (cfr. laRegioneTici­no di ieri). Un quadro clinico che nei graffi e nei lividi sembra poter rispecchiare il risultato di un "normale" alterco fra adole­scenti, ma che per due dettagli, se così vogliamo definirli, dalla normalità si stacca. Il primo è dato dal fatto che sia gli aggres­sori, sia la vittima erano ragaz­ze. Il secondo riguarda la doppia bruciatura di sigaretta. Che con tutta la buona volontà è difficile possa essere casuale e va quindi nel campo delle "sevizie" di cui parlava la lettera anonima giun­venerdì ta in redazione per denunciare il fattaccio, e firmata da un sedi­cente "genitore triste".
Col genitore vero della ragaz­za laRegioneTicino ha parlato ieri. Genitore che premette di non aver redatto lui quella lette­ra (« Veniva fatto riferimento a
delle molestie sessuali, ma la cosa non esiste proprio
») e comunica di aver deciso di denunciare la giovane autrice delle due ustio­ni.
L'uomo ripercorre la brutta avventura vissuta dalla figlia: « La vicenda pare sia nata per questioni di cuore e in questo sen­so credo che tutti, mia figlia com­presa, debbano prendersi le pro­prie responsabilità. Ma da qui ad arrivare a ciò che è capitato ne passa. Ho saputo che, appena uscita da scuola, mia figlia è sta­ta raggiunta da questo gruppo di ragazze che l'ha spintonata, graffiata, immobilizzata, e ustio­nata volutamente, per due volte, con la sigaretta, di cui una in pie­no petto. Inoltre, le hanno messo una gomma americana fra i ca­pelli. È successo poco lontano da casa nostra. Ho potuto confron­tarmi con le ragazze, chiedendo loro chi fosse stato. La responsa­bile, una ragazzina, ha candida­mente ammesso le sue colpe. Ho deciso di sporgere denuncia per­chè è giusto che chi è arrivato a quel punto paghi ». La figlia, pro­segue l'uomo, « non voleva più saperne di andare a scuola il ve­nerdì mattina, per l'ultimo gior­no di lezioni, e mi chiedeva anzi di trasferirla altrove da settem­bre. La scuola ci ha invece consi­gliato di farla rimanere perché certe situazioni vanno affrontate. Lo stesso faremo noi, che domani (oggi per chi legge, ndr.) siamo convocati in direzione per parla­re delle misure disciplinari che verranno prese nei confronti dei colpevoli. Ci è stato proposto di incontrare i genitori dell'altra ra­gazza. Per quanto mi riguarda il confronto mi va benissimo. Po­trebbe già succedere domani alle Medie. Penso che parlarsi sia la cosa giusta ». d.mar.




L'ustione da sigaretta sul braccio (foto tratta dal referto medico)

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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