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Casa Primavera: 159 mila franchi di sussidi percepiti in eccesso

Da: CdT, 2.09.08, pag 13

Casa Primavera mantiene statuto e diritto ai sussidi federali


 Ma si dovranno restituire all' Ufficio federale di giu­stizia 159 mila franchi di sussidi percepiti in eccesso

  Casa Primavera a Lugano è sal­va e potrà continuare a godere del riconoscimento quale istituto educativo, con i relativi sussidi fe­derali. Parallelamente dovrà pe­rò restituire all' Ufficio federale di giustizia (UFG)l'importo 159 mi­la franchi per sussidi percepiti in eccesso in relazione all'attività svolta dal direttore e vicediretto­re. Lo ha stabilito il Tribunale am­ministrativo federale (TAF) con sentenza del 7 agosto scorso do­po aver accolto e in parte respin­to un ricorso in materia.
  La decisione pone la parola fine ad un caso burocratico partico­larmente intricato. Nel 1998 l' UFG aveva riconosciuto Casa Pri­mavera, gestita dalla Città di Lu­gano, quale istituto educativo a pieno titolo, avente diritto ai sus­sidi. Ma appena 8 anni dopo Ber­na aveva improvvisamente deci­so di ritirare il riconoscimento, accusando Lugano di aver inde­bitamente percepito dei sussidi. Ad un esame più attento era emerso che tutto ciò era da ricon­durre ad un banale errore di com­pilazione dei moduli per le richie­ste di sussidio, in cui nella colon­na degli stipendi del direttore e del vice-direttore di Casa Prima­vera, per sbaglio era stata indica­ta la somma intera e non quella effettivamente percepita per quell'incarico. Un errore sfuggito ai revisori ma percepito dall'au­torità federale come un tentativo di «imbrogliare» l'amministrazio­ne. Malgrado diverse discussio­ni e prese di posizione, alcune con toni accesi, la questione si era «incancrenita» tra Berna e Luga­no (che, pur riconoscendo di aver percepito indebitamente dei sus­sidi, aveva lamentato un atteggia­mento di chiusura totale al dia­logo) anche se in definitiva Casa Primavera non ci avrebbe guada­gnato nulla, in quanto il suo defi­cit, dopo il calcolo dei sussidi fe­derali, è garantito dal Cantone, evidentemente interessato ad una soluzione del conflitto. Da qui la necessità di rivolgersi al Tribuna­le federale.
 




SALVA C'è futuro per Casa Pri­mavera.
 (fotogonnella)

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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