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Lettera aperta alla CF S. Sommaruga È questo il modo in cui trafigge la famiglia?

CF Sommaruga

Da: Mattino della domenica, 16.6.13 pag 26, papageno: in nome dei figli e dei futuri padri

Lettera aperta alla CF S. Sommaruga È questo il modo in cui trafigge la famiglia?

Gentile consigliera federale Simonetta Sommaruga,

le scrivo dopo aver attentamente letto il suo avamprogetto datato 8 maggio 2013 attinente al diritto di famiglia che dice: “Il diritto del figlio al mantenimento va rafforzato...”. Lei vi afferma pure che il suo pertinente avamprogetto avrebbe raccolto ampi consensi. Ebbene, questo suo messaggio, invero trasmesso in sordina, cioè senza réclame alcuna, ha suscitato in me ed in altri suoi lettori, forte delusione e smarrimento! Non abbiamo potuto non pensare ai molti padri, presenti e futuri, del tutto all'oscuro della povera ed impedita paternità che li attenderà, non appena la madre dovesse smettere di amarli. In gran parte è già oggi così, ma a lei pare non bastare il destino che da qu alche tempo è loro riservato: l’allontanamento dai figli e da casa; gli alimenti per figli e madre, da versare a volte sino al pignoramento dello stipendio! Oltre a dover elaborare il lutto conseguente alla fine di un amore, c'è pure il cordoglio per la fine di una paternità dignitosa, degna di questo nome. Lei vorrebbe imporre ai padri un destino esageratamente duro e severo! Il tutto etichettato con l'ormai famigerato concetto “bene del minore” e “diritto del minore al mantenimento”, vale a dire, il diritto del bambino ai denari che però in concreto, intasca e gestisce per lui e senza controlli la madre! Dei bisogni del bambino sul piano psicologico, affettivo e relazionale, in particolare del bisogno suo di stabilità e continuità affettiva e relazionale anche con il padre ivi compreso il parentado paterno, del suo diritto a conservare entrambi i genitori parimenti attivi e presenti nella sua vita, lei non ha sprecato nemmeno una sola parola (!): il padre è da ridurre ai minimi termini, vale a dire a mero “padre biologico”, obbligato solo a scucire i denari. Requiescant in pace paternitas! I bisogni dei bambini, specialmente in tenera età, non cambiano con le mode e con i tempi, cioè a dipendenza dei costumi e delle esigenze di soli adulti e politici, o peggio delle vetero-femministe, restano inalterati, restano quelli di sempre. Infatti molte ricerche scientifiche hanno evidenziato la fondamentalità del tutto vantaggiosa di una concreta bigenitorialità, di un affido che garantisca la co-genitorialità post-separazione: ciò nonostante, in Svizzera, il tempo che - annualmente - il genitore detto “non affidatario” (infausta invenzione della giurisprudenza!) trascorre con i propri figli, non supera una media del 20%, attestandosi negli anni a valori percentuali persino molto inferiori! I risultati di numerose ricerche scientifiche svolte in quattro continenti, su un campione di circa 300’000 minori, sono stati presentati la prima volta nel congresso «Affrontare la crisi della famiglia nel nome dei figli», da parte del medico pediatra Vittorio Vezzetti. La Svezia è la nazione europea con la maggiore percentuale di affidi paritari: il 30% contro il 16,9% della Francia e l'1% dell'Italia (e la Svizzera?). In effetti, pure la conflittualità genitoriale in fase di divorzio si riduce notevolmente. Di regola, le nazioni che hanno un alto livello di affido paritario condiviso, palesano persino una maggiore riduzione di divorzi definitivi. In Australia, con l'introduzione della legge sulla genitorialità condivisa nel 2006, in un solo biennio, i ricorsi alla Family Court si sono ridotti da 27’313 a 18’633 (!) Da numerosi studi emerge che la bigenitorialità, oggi non è più solamente un concetto giuridico, sociologico, antropologico, ma anche e soprattutto scientifico. Nella letteratura medico-biologica internazionale, esistono studi che dimostrano (con l’ausilio della microscopia elettronica) un danno persino organico (!) da deprivazione genitoriale. In effetti, il beneficio derivante ai figli dalle cure parentali unite di madre e padre, anche dopo la rottura della coppia genitoriale, risulta chiaramente. La vasta ricerca internazionale dice oggi con validazione statistica, che questi figli godranno pure di miglior sviluppo cognitivo, maggiore autostima, minor rischio di devianze, miglior comportamento scolastico, ecc. ecc. Perché allora quando una coppia si separa, i figli vengono sempre affidati a uno solo dei genitori, cioè alla madre, con conseguente esclusione del padre? Perché non si vuol riconoscere il diritto a due «genitori parimenti genitori » e a due «case parimenti casa»? Ed ancora: perché lei non si batte mai per l’introduzione del mantenimento diretto dei figli (cioè non più denari versati all’ex-partner), per la mediazione familiare obbligatoria e la legittimazione attiva dei nonni pure raccomandata dall’esperta divorzista ginevrina Anne Reiser, nell’opera critica “Au nom de l’enfant”? Risulta che l'autrice le abbia inviato questa sua opera, accompagnandola da una lettera di scongiuro di ben quattro pagine! Noi tutti troviamo vergognoso che in una società come la nostra, che si pensa civile e democratica, si debba tuttora lottare strenuamente per questioni come l’autorità parentale congiunta ed il riconoscimento dell’autorità parentale anche al padre. Da rilevare che l’autorità parentale è una mera questione giuridica, in verità di difficile attuazione pratica, mentre noi ci battiamo affinché i figli non debbano più perdere, in caso di separazione, uno dei due genitori: infatti, a noi risulta un’evidenza, la bigenitorialità è un loro sacrosanto, inalienabile diritto! Gentile consigliera federale Sommaruga: Chi se non lei dovrebbe porre rimedio al basso, per non dire inesistente livello di cultura giuridica in merito al moderno concetto di bigenitorialità? I nostri tribunali, gli operatori dell’autorità tutoria, gli uffici delle famiglie e dei minorenni attendono solo le sue nuove e più illuminate direttive politiche! Chi, se non lei, dovrebbe impegnarsi affinché venga al più presto abbandonata l’attuale prassi giudiziaria, cocciutamente arroccata ad affermare che la perdita di contatti con un genitore sia un accettabile dazio che il minore deve sempre pagare in caso di separazione dei genitori? Chi, se non lei, dovrebbe por fine al naufragio della famiglia nelle paludi dei tribunali? Un evidente naufragio giuridico-politico che ha provocato la nascita di numerose associazioni di padri e persino di madri separate, decise ad attaccare e scalfire l’attuale sistema socio-giuridico? Chi, se non lei, dovrebbe sentire propria la battaglia per far comprendere ed accettare il concetto che i figli non possono in una separazione perdere uno dei due genitori e che in una società civile strappare ad un figlio, uno o ambedue i genitori, perché prassi consolidata nelle separazioni, dovrebbe essere considerato al pari d’un “reato”? È questo il modo in cui trafigge la famiglia?

ROBERTO FLAMMINII, Educatore SUPSI, Ospite della rubrica del Movimento Papageno.

Contatto:

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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