Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

Da: CdT 16.12.10 pag 21

RICORSO RESPINTO
Rapina a Morbio, procuratrice di nuovo smentita

Come avvenuto più volte negli ultimi me­si, i teoremi accusatori della procuratrice pubblica Clarissa Torricelli sono nuova­mente caduti di fronte alla prova dei fatti. Così, confermando la sentenza di primo grado, la Corte di cassazione e di revisione penale (CCRP) ha accertato il mancato coin­volgimento di una 43.enne di origini sici­liane nella tentata rapina dell'8 ottobre 2009 alla Coop di Morbio Inferiore. Con la deci­sione intimata ieri alle parti, è stato respin­to il ricorso del magistrato inquirente con­tro l'assoluzione della donna difesa dall'av­vocato Marco Frigerio. Nel corso del pro­cesso celebrato in luglio alle Correzionali di Mendrisio, il giudice Claudio Zali aveva ripetutamente additato le lacune dell'atto di accusa della procuratrice Torricelli. Per Zali, era evidente come la 43.enne fosse fi­nita alla sbarra a causa di «una perfida men­zogna» dei due uomini - un 53.enne sardo e un 23.enne del Mendrisiotto - risultati es­sere gli autori dell'irruzione armata nel ne­gozio del paese valligiano e condannati a 34 e a 30 mesi di detenzione.
La Corte di prima istanza non aveva potu­to condividere la ricostruzione fatta da Tor­ricelli prendendo per buone alcune delle dichiarazioni rese agli inquirenti dagli im­putati che invece, a mente di Zali, sono bu­giardi patentati. Il più giovane aveva volu­to fare credere che la donna avesse parteci­pato alla tentata rapina camuffandosi da uomo. Ad accompagnare lo studente 23.en­ne fu in realtà il sardo che aveva rubato la pistola poi usata, senza ferire nessuno, l'8 ottobre di un anno fa. Dopo la crescita in giudicato del verdetto della CCRP, l'avvoca­to Frigerio presenterà alla Camera dei ri­corsi penali la richiesta di un congruo risar­cimento per l'ingiusta carcerazione e il tor­to morale patiti dalla 43.enne.
P.C.

 

Da: La regione 17.12.10 pag 4

Noseda: ‘Voglio una struttura unita’

Il pg presenta la nuova organizzazione del Ministero pubblico. Un gruppo per i reati finanziari, tre per gli altri

A.MA./L.B.
TI-PRESS/G.PUTZU Da sinistra Pagani, Respini, Noseda e Perugini

Al vertice l’Ufficio del procuratore generale composto del pg, di due suoi sostituti e di un pp capo. L’organigramma contempla poi due sezioni di magistrati inquirenti: una dedita al perseguimento dei reati finanziari; l’altra attiva nelle indagini su tutti gli altri reati, i cosiddetti reati di polizia (per esempio quelli contro l’integrità della persona). La prima sarà costituita da un’unica squadra di pp (otto) che opererà a Lugano e che sarà coordinata, perlomeno in una fase iniziale, direttamente dal procuratore generale. La seconda sezione, quella per i reati di polizia, sarà invece formata da tre squadre, ciascuna di quattro procuratori (responsabile compreso), una delle quali opererà nell’antenna bellinzonese: sono il Gruppo Bellinzona diretto da un sostituto pg, il Gruppo Lugano 1 capitanato dall’altro sost pg e il Gruppo Lugano 2 guidato dal pp capo.

Eccola la futura struttura del Ministero pubblico. Entrerà in funzione col 1° gennaio allorché scatterà la procedura penale unificata a livello nazionale. La nuova organizzazione, studiata per rispondere alle esigenze e ai tempi del codice federale, è stata presentata ieri ai media dal procuratore generale John Noseda . Con lui gli altri tre magistrati che formeranno l’Uffico del pg: i sostituti Antonio Perugini (alla testa del Gruppo Bellinzona) e Andrea Pagani (Gruppo Lugano 1) nonché il pp capo Nicola Respini , alla guida del Gruppo Lugano 2.

Dunque tre squadre di inquirenti per i reati di polizia, mentre sul fronte dei reati finanziari si è optato per un solo gruppo, diretto da Noseda. Il pg non esclude di dar vita in un secondo tempo a squadre di pp anche nella Sezione finanziaria: lo deciderà, come ha spiegato lo stesso procuratore generale, dopo il primo anno di attività del ristrutturato Ministero pubblico. Per ora ci sarà una sola équipe e ne sarà lui, Noseda, il responsabile. « Degli otto magistrati che compongono attualmente il settore finanziario, la metà è di fresca nomina: con il sottoscritto si occuperanno delle nuove inchieste – ha spiegato il procuratore generale –. Ai quattro procuratori che già oggi si occupano del perseguimento dei reati finanziari voglio così dare la possibilità di portare celermente a termine le inchieste che stanno svolgendo ».

Il Ministero pubblico del dopo 1° gennaio 2011 dovrà essere, nelle intenzioni di Noseda, « una struttura unita, flessibile, collaborativa e responsabilizzata: per questo farò in modo che in seno all’Ufficio del pg le decisioni vengano prese collegialmente, che siano condivise ». Insomma l’obiettivo del procuratore generale è di sviluppare « un clima di collaborazione e solidarietà » all’interno del Ministero pubblico, affinché « ogni magistrato possa rivolgersi a questo o a quel collega per un parere, per discutere i casi più delicati ». Un clima di collaborazione che Noseda vuole estendere alla polizia « per garantire fra l’altro interventi efficaci sul territorio ». Ieri il pg si è inoltre soffermato sul (delicato) capitolo dei rapporti fra magistratura inquirente e organi di informazione. Dal 1° gennaio la Procura avrà un addetto stampa cui i cronisti potranno/dovranno far capo: Saverio Snider , ex giornalista e collaboratore personale del ministro Pedrazzini.

Preventiva e recidiva: magistrati perplessi

I sost pp saranno pp. Segretari giudiziari per tutti

Venti procuratori pubblici più un pg: questa la composizione, per ciò che riguarda i magistrati, del Ministero pubblico ticinese a partire dal 1° gennaio. Cancellata infatti la figura del sostituto procuratore: gli attuali sei sost pp, che hanno competenze limitate, saranno procuratori pubblici a tutti gli effetti. Così ha deciso il Gran Consiglio votando in aprile gli adattamenti delle normative e delle strutture giudiziarie cantonali alla nuova procedura penale federale. Una decisione « che era stata auspicata dal Ministero pubblico », ha ricordato ieri il neo sostituto pg Andrea Pagani.

Ciascun pp, inoltre, avrà un segretario giudiziario, il quale « sarà di regola un giurista ». Una parte importante dell’attività dei tre gruppi di magistrati che si occuperanno dei cosiddetti reati di polizia sarà assorbita dagli arresti, ha poi evidenziato Pagani: « Nelle quarantotto ore dal fermo il procuratore pubblico, in base alla nuova procedura, dovrà obbligatoriamente interrogare, senza facoltà di delega alla polizia o al segretario giudiziario, la persona trattenuta ». Il che, ha aggiunto il magistrato, richiede « una struttura flessibile »: per questo in seno a ognuno dei tre gruppi dediti al perseguimento dei reati di polizia « ci saranno sempre due pp di picchetto ». Restando in materia di arresti e quindi di carcerazione, dal 1° gennaio il pericolo di recidiva, uno dei motivi che giustificano la detenzione preventiva, sussiste se la persona ha commesso in passato « almeno due reati analoghi », ha spiegato Pagani. Una novità piuttosto discutibile, come è stato sottolineato nella conferenza stampa di ieri. In pratica « se non c’è più un pericolo di fuga e l’inchiesta è terminata, e pertanto viene meno pure il pericolo di inquinamento delle prove », l’accusato potrebbe uscire dal carcere, potrebbe cioè essere posto in libertà provvisoria. Anche se la persona è accusata di un grave reato.

Da gennaio, nel dubbio pro istruttoria ‘Ma i procedimenti non saranno più lunghi’

Tutte le multe regolate dal nuovo codice

TI-PRESS Cambiamenti in arrivo anche per le polizie

Da gennaio sarà una sfida. Non lo nasconde il procuratore generale John Noseda, non lo nascondono nemmeno i tre magistrati a capo delle sezioni che si occuperanno dei reati di polizia: i due sostituti pg Andrea Pagani e Antonio Perugini e il procuratore capo Nicola Respini. Anzi, ieri davanti alla stampa lo hanno dette nemmeno troppo fra le righe: con l’entrata in vigore del Codice di procedura penale unificato a livello nazionale sarà necessario ricalibrare molti degli automatismi acquisiti nel tempo per sostituirli con altri, in grado di tenere conto dei molti cambiamenti introdotti dalle disposizioni federali. Con i tempi calcolati « al secondo » per chiedere la conferma dell’arresto al Giudice dei provvedimenti coercitivi (48 ore dal fermo, non un minuto in più) « non ci si potranno permettere tempi morti », ha riferito il sostituto pg Perugini; l’assoggettamento al codice di procedura anche delle forze dell’ordine e delle autorità di contravvenzione « richiederà un’ancor migliore collaborazione » fra Polizia cantonale, polizie comunali, guardie di confine e magistratura. « Dovrà esserci una catena ininterrotta per il passaggio delle competenze e degli incarti in base alla stessa procedura », ha commentato Perugini. Da gennaio anche agenti e ispettori avranno norme procedurali più rigorose: già dal primo interrogatorio i sospetti avranno diritto alla presenza di un avvocato che, a differenza di oggi, potrà porre domande e conferire direttamente con il cliente. I testimoni, poi, dovranno essere interrogati solo in presenza del procuratore, mentre chi è stato sentito solo dagli agenti sarà considerato ‘persona informata dei fatti’ e dunque non obbligata a testimoniare. Modifiche in vista anche per i Municipi e tutti gli uffici pubblici a cui è data competenza di infliggere multe, visto che pure loro dovranno fare capo al nuovo codice: « Persino le multe comminate dagli esecutivi comunali per i sacchi della spazzatura diventeranno “decreti di multa” e potranno, in teoria, essere impugnati in appello » ha fatto notare Perugini.

Ma la novità principale sta però altrove: è l’accorciamento al minimo indispensabile della raccolta delle informazioni preliminari, ovvero la fase delle indagini in cui le parti non devono essere obbligatoriamente informate del procedimento in corso. « Si privilegia la fase istruttoria », ha spiegato il pp capo Nicola Respini. Ciò significa che al magistrato basteranno « sufficienti indizi di reato » per aprire l’indagine formale. Indagine durante la quale alle parti sarà data la possibilità di chiedere l’assunzione di prove. « Nel dubbio, pro istruttoria », ha commentato Respini. « Alla fine delle indagini tutte le carte saranno già in tavola », riducendo le “sorprese” al termine della procedura. Un’impostazione, quella data dalle Camere federali al nuovo codice, che da più parti è stata valutata come una svolta garantista, fonte di possibili ritardi causati dal possibile ricorso sistematico alle molte clausole contenute nel testo da parte dei legali degli indagati. « Non credo sarà cosí – ha annotato Respini –. Alla procura sono dati diversi strumenti d’azione. Inoltre anticipando la fase istruttoria, i procedimenti potrebbero risultare addirittura più brevi ». Le nuove disposizioni procedurali varranno anche per le indagini già in corso, delle quali verrano comunque ritenuti gli atti istruttori già eseguiti. Dopo il 31 dicembre 2010, la vecchia procedura sarà applicata solo ai casi già approdati in aula.

 

Da: Mattino 28.11.2010 pag 6

E avanti con il buonismo

ARKAN
Il magistrato dei minorenni

Martedì mattina, 23 novembre scorso, abbiamo avuto l’occasione, ancora una volta, di assistere ad una dimostrazione nauseante di quel solito buonismo viscido da parte del nostro Magistrato dei minorenni, signor Reto Medici.

La trasmissione si riferiva alla giuste pene comminate ai tre giovani svizzeri (uno sloveno e gli altri due, a quanto pare, non proprio originari di Quinto) che in Germania sono stati condannati severamente (si può dire?) per aver pestato brutalmente, senza ragioni, 5 persone una delle quali ha riportato danni permanenti.

Ebbene, alla domanda pratica del conduttore del come mai in Germania in questi casi le pene sono più severe cha da noi, il nostro Medici (PS) ha dato il meglio di sè commentando cifre che poi in studio qualcuno ha giustamente contestato, ripetendo la solita lagna buonista e fatalista che ormai non sopporta più nessuno e che persino all’interno del PS sempre più gente contesta.

Ma ormai sappiamo tutti come funziona la nostra magistratura dei minorenni: caso lampante il condannare (?) udite, udite, con tre giorni di lavori pubblici (????) un giovane kosovaro (e dai) che con un pugno e senza apparenti ragioni, ruppe di netto la mascella a un suo coetaneo svizzero, mandandolo all’ospedale per 8 giorni e con un’operazione chirurgica di oltre 2 ore. Complimenti! Bravo Medici, lei sì che ha capito come funziona la teoria del deterrente e infatti i risultati si vedono tutti i fine settimana!

Per fortuna in studio c’erano il signor Franco Lazzarotto e un professore germanico che, in poche parole, chiare ma competenti e convincenti, hanno fatto capire al Magistrato dei minorenni che se in Germania e in altre nazioni europee la criminalità giovanile è combattuta in altro modo che da noi, un perché ci sarà.

La stragrande maggioranza dei nostri giovani è sana e per fortuna è solo una piccola parte di essi (quali le origini?) che compie questi atti che possono diventare vere e proprie tragedie, vedi il caso Tamagni.

Ma con questi piccoli “criminali” occorre avere il pugno duro, imporre regole ben precise per impedire loro di ripetere queste “bravate”, come purtroppo succede spesso, vero signor Medici?

Scusi l’impertinenza signor Magistrato dei minorenni, ma lei è sicuro di essere al posto giusto?

 

Da: www.caffe.ch 5.12.10

La mappa dei mestieri in parlamento
 
Immagini articolo
Dimmi che professione fai, ti dirò in che partito andare
 
CLEMENTE MAZZETTA

Dimmi che mestiere fai e ti dirò in che partito andare. Sei avvocato, direttore, architetto… Bene il tuo posto è nella lista del Plrt. Fra i 27 deputati conta 8 avvocati, 5 direttori, un paio di docenti, e poi medici, farmacisti…. Interclassista alla base, élite professionale nella rappresentanza parlamentare. Appunto, classe dirigente. Basta vedere le professioni dei candidati per il rinnovo del governo: due avvocati e tre economisti.
Se sei avvocato, o ingegnere, ma di tradizione cattolica, allora il tuo posto è nella lista del Ppd. Su 21 deputati registra 6 avvocati, 3 ingegneri, 3 economisti. Fra imprenditori, ex consiglieri di Stato, editori, anche il Ppd si presenta come partito interclassista ma d'ispirazione cristiana. Pure esso -direbbe la vulgata marxista - rappresentante della classe dominante. Analoghe anche le professioni dei candidati per il governo: un avvocato-notaio, un ingegnere, un medico, un economista e una bella ragazza laureata in scienze delle comunicazioni a Charleston, Usa. Ceto medio-alto, per usare una definizione classica. Quello escluso dai sussidi per le casse malati.
Nella nuova realtà dove le classi sociali si sono disintegrate, dove per dirla alla Christian Marazzi esiste solo una moltitudine di individui, dove la classe lavoratrice non ha rappresentanza né coscienza di sè, per trovare un operaio fra i deputati bisogna saltare dal Ps direttamente alla Lega. Che ne ha due. E poi anche un'impiegata, un rappresentante, tre pensionati. Partito popolare e populista al tempo stesso. Partito azienda di Giuliano Bignasca, imprenditore che orgogliosamente si definì, ai fini elettorali, figlio di "scalpellino". Partito rappresentato in governo da un avvocato e che nella lista per il rinnovo del consiglio di Stato presenta un giornalista (dipendente di Bignasca), un consulente, e due imprenditori.
Fra i deputati socialisti predominano invece i rappresentanti del mondo del lavoro: ben tre i sindacalisti. E poi di tutto un po': quattro pensionati, due docenti, un paio di ingegneri, un economista, uno storico, un politologo. Per il governo ci sono in corsa un giurista, un magistrato, un funzionario pubblico, un'economista, una storica. È proprio quest'ultima, Chiara Orelli Vassere, in qualità di presidente di Soccorso operaio svizzero, associazione nata nell'ambito operaio negli anni '30 che opera a favore dei disoccupati, dei rifugiati e delle persone meno abbienti del Ticino, a rappresentare le fasce socialmente più deboli.
Restano gli altri due partiti, l'Udc e i Verdi, che si distinguono soprattutto per la differenza d'età: in media sotto i 40 anni i Verdi: studenti, dirigenti del Wwf, giornalisti. Sopra i 60 quelli dell'Udc che mischia assicuratori, fiduciari, economisti, traduttori. Variegata anche la lista per il governo dei Verdi che presenta una psicoterapeuta, un avvocato, una studentessa, un giornalista, un dirigente wwf.
La componente giovanilistica è ben presente nell'estrema sinistra, sia fra il Partito comunista ticinese, che ha come segretario uno studente con un gruppo dirigente fra i venti e i trent'anni, sia fra l'Mps di Pino Sergi, docente, e del sindacalista Matteo Pronzini. Un piccolo gruppo che ha fatto della questione sociale, del lavoro e dell'occupazione il fulcro del suo programma elettorale. Con obiettivi come solidarietà internazionale, salario minimo legale di 4'000 franchi e aumento delle aliquote fiscali per i redditi superiori ai 100 mila franchi.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Da: La regione 2.12.10 pag 4

Giurati, come oggi. Con qualche ritocco

Dopo il verdetto popolare di domenica e in vista del 1° gennaio, il governo suggerisce ‘una soluzione provvisoria’

A.MA.
TI-PRESS I processi penali e la nuova procedura

Il 2011 si avvicina, il tempo stringe. E così a tre giorni dalla votazione popolare che ha sancito il mantenimento dei giurati nelle corti penali ticinesi, anche dopo l’entrata in vigore – il 1° gennaio – della procedura penale unificata sul piano federale, il governo vara all’indirizzo del Gran Consiglio un messaggio in cui prospetta « una soluzione provvisoria ». All’insegna dello statu quo, con qualche piccolo cambiamento dettato dal nuovo codice.

Dunque una soluzione transitoria – spiegata in quattro pagine – per far sì, afferma il Consiglio di Stato, « che pure dopo il 1° gennaio 2011 il Tribunale penale cantonale possa giudicare mediante l’intervento dei giurati ». E questo conferendo la necessaria base legale, ovvero riattivando e precisando le disposizioni della Legge sull’organizzazione giudiziaria (Log) concernenti i giudici popolari, disposizioni che il parlamento aveva soppresso nei mesi scorsi.

L’Esecutivo propone in sostanza di ‘prolungare’ la situazione vigente, che alla fine di quest’anno sarebbe venuta meno se domenica (anche) i cittadini avessero decretato la cancellazione della figura del giurato accogliendo la modifica, caldeggiata dal governo e dalla maggioranza del Gran Consiglio, della Costituzione cantonale. E preannuncia l’uscita « in un secondo tempo » di un messaggio « per la modifica in via definitiva » della Log. In quel contesto « si esaminerà la composizione più appropriata delle corti giudicanti penali »: in particolare « si tratterà di definire il numero degli assessori-giurati, di stabilire in quali processi dovranno o potranno intervenire e di decidere se essi parteciperanno anche nei processi di appello ». La futura Corte di appello e revisione penale procederà praticamente, in caso di ricorso, al rifacimento del processo di primo grado. Dal Consiglio di Stato i suggerimenti per rendere a tutti gli effetti compatibile l’istituto del giurato col codice federale sono attesi per i primi mesi del prossimo anno.

Ora però occorre rispettare la volontà popolare e quindi la scadenza del 1° gennaio. Di qui la “soluzione provvisoria”, sotto forma di Decreto legislativo urgente. Se approvato dal Gran Consiglio, non sarà possibile contestarlo tramite referendum. Il messaggio licenziato ieri, munito della clausola dell’urgenza, è già sotto la lente della commissione della Legislazione (vedi articolo sotto). Approderà al plenum nell’ultima seduta parlamentare dell’anno, che si aprirà il 13. Nel documento il governo indica le norme della Legge sull’organizzazione giudiziaria da riprendere ed eventualmente rimodellare riguardanti la figura del giurato, rimossa lo scorso aprile dal parlamento, ritenendola non più consona alle esigenze della nuova procedura penale, quando si è pronunciato sugli adattamenti ticinesi al codice federale.

Numero e nomine da congelare

Nel progetto di decreto legislativo viene ancora usata « la denominazione di “assessore-giurato”, anche se in realtà la nuova funzione non è più quella del giurato classico ma si avvicina a quella del giudice non giurista », premette il Consiglio di Stato.

In base alle regole che scatteranno col 1° gennaio in tutta la Svizzera, ricorda il governo, il giurato dovrà partecipare pure alla fase predibattimentale. Una fase che precede il processo vero e proprio e che include fra l’altro « l’esame degli atti » e « la decisione sulle questioni pregiudiziali e incidentali ».

Oggi i giudici popolari sono circa quattrocento. Scrive in proposito l’Esecutivo: « Poiché il numero di assessorigiurati in carica è elevato e le disposizioni di carattere urgente hanno una validità massima di un anno, in attesa di un esame più approfondito su tale istituto, reputiamo che il Gran Consiglio in questa fase possa anche rinunciare a effettuare elezioni ». Ad esempio per rimpiazzare i dimissionari. « Si tratta comunque di una decisione di competenza del parlamento ».

Corti, un membro in meno

La “soluzione provvisoria” contempla tuttavia qualche novità. Una di queste tocca la composizione delle corti. Secondo l’attuale procedura penale ticinese, annota il governo, « nelle Assise criminali vi sono cinque giurati che, sommati ai tre giudici, portano a otto il numero di membri della corte giudicante ». Il codice federale esclude però la possibilità « di una corte composta di un numero pari di membri ». Ragion per cui va modificato, ossia ridotto, « il numero di assessori-giurati ». Da cinque a quattro, propone il Consiglio di Stato: i giudici popolari « costituirebbero comunque la maggioranza della corte, nello spirito dell’istituto dei giurati ». Stessa riduzione – di un giurato – anche per per le corti correzionali. Le quali sarebbero così formate da un giudice e da due assessori-giurati (oggi tre).

Presenza obbligatoria e non

In virtù della procedura odierna, si rammenta inoltre nel messaggio, « le Assise criminali, nelle quali la presenza dei giurati è obbligatoria, giudicano i reati per i quali il procuratore pubblico propone una pena detentiva superiore a tre anni, mentre le Assise correzionali, in cui le parti possono rinunciare alla presenza dei giurati, giudicano i reati per i quali il pp propone una pena superiore a tre mesi fino a tre anni ». Ma la procedura penale federale, osserva il governo, « pone una delimitazione inferiore ». E cioè: « Nel caso di proposta di pena detentiva fino a due anni, il tribunale può giudicare nella composizione di un giudice unico, mentre nei casi in cui la proposta di pena detentiva supera i due anni, il tribunale deve essere collegiale ». Per riprendere in questa fase transitoria « il più fedelmente possibile » le vigenti disposizioni cantonali sui giurati, il Consiglio di Stato suggerisce « di rendere facoltativa la partecipazione degli assessori-giurati anche nei processi davanti alla corte criminale quando il procuratore pubblico propone una pena fino a tre anni ». Sarà insomma possibile rinunciare ai giudici popolari.

Sorteggio dei giurati. Secondo il decreto elaborato dal governo, il presidente della corte avvierà la relativa procedura « non appena avrà ricevuto l’atto d’accusa ». Questa, si sottolinea nel messaggio, « è la novità di rilievo imposta dalla procedura penale federale », la quale stabilisce « che la corte giudicante deve essere designata all’inizio della procedura dibattimentale di primo grado, che comincia con il deposito dell’atto d’accusa davanti al tribunale penale ». Pure il sorteggio dei supplenti dovrà essere fatto « subito dopo le ricuse e non al momento dell’apertura del dibattimento ».

Infine: dato che dal 1° gennaio il giudice popolare sarà più impegnato di ora, agli assessori giurati « dovrà essere accordata anche l’indennità per la partecipazione alla fase predibattimentale e per l’esame dell’incarto ».

 

Il capo del Dipartimento istituzioni

Pedrazzini: nei primi mesi del 2011 le proposte definitive, anche perché ci sarà l’appello penale

A.MA.
Il ministro TI-PRESS

Il messaggio governativo è stato illustrato ieri mattina alla commissione parlamentare della Legislazione direttamente dal presidente del governo Luigi Pedrazzini , come riferisce una nota della stessa commissione. Relatore sarà il socialista Graziano Pestoni . La Legislazione tornerà a riunirsi venerdì 10 per visionare e firmare il rapporto affidato al deputato Ps. Poi la parola al Gran Consiglio. « Si tratta di dar seguito alla volontà popolare e questo per il 1° gennaio: bisogna quindi agire con rapididità », sostiene Pestoni. Il decreto sui giurati è stato munito della clausola d’urgenza. Pertanto, spiega il responsabile dello staff della Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni) Francesco Catenazzi , « non sottostà a referendum (si evitano così i quarantacinque giorni di attesa), avrà una durata massima di un anno e perché passi in Gran Consiglio dovrà essere approvato da una maggioranza qualificata, ossia da almeno quarantasei deputati ».

Quella proposta dal Consiglio di Stato è una soluzione transitoria. « Dal 1° gennaio, con la nuova procedura penale, il giurato popolare sarà molto più impegnato di oggi. Dovrà essere presente non solo durante il dibattimento come avviene ora, ma da quando la corte viene composta. Con tutto quello che ne consegue: a cominciare dalla lettura degli atti », ricorda Pedrazzini: « Sarà dunque necessario avere dei giurati che garantiscano anche una certa disponibilità di tempo. Quanto prospettiamo non può insomma durare a lungo ». Quando la soluzione definitiva? « Agli inizi del prossimo anno – afferma il capo del Dipartimento istituzioni –. Nei primi mesi del 2011 contiamo come governo di presentare una soluzione appunto definitiva, anche perché se prevediamo i giurati nei processi di prima istanza, sarà difficile non prevederli anche in quelli d’appello, che dovrebbero iniziare comunque non prima di maggio o giugno. Per cui spero di portare in porto l’intero dossier entro fine legislatura ». Per rendere compatibile in tutto e per tutto la figura del giurato col codice federale, il Consiglio di Stato potrebbe ispirarsi al modello ginevrino. « Che però, secondo me, non rispetterebbe la volontà del popolo ticinese scaturita domenica dalle urne », dice Ares Bernasconi , assistente di diritto all’Università di Lucerna e membro del comitato a favore del mantenimento dei giudici popolari costituitosi in vista della recente votazione –. Avremmo dei giurati praticamente a tempo pieno, quando invece i cittadini ticinesi hanno riconfermato il giudice popolare che saltuariamente viene chiamato a integrare una corte penale, nella quale porta le sue esperienze di vita maturate fuori del palazzo di giustizia. Quanto alla sua presenza nelle corti, mi auguro che la soluzione definitiva la renda obbligatoria nei casi in cui si prevedono pene sopra i tre o i cinque anni. Sopra i dieci anni, l’esistenza dell’istituto del giurato sarebbe puramente simbolica, visto che con quel limite i processi saranno assai rari ».

 

 

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori